VIAGGIO IN CINA SU INVITO DELLA PROVINCIA DELL’ANHUI

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  Ho avuto il piacere di essere invitata  dalla provincia dell’Anhui ad un viaggio di approfondimento in Cina, che ben si abbinava all’Expo di Shanghai.
L’occasione aveva anche una sua utilita’ specifica visto l’ imminente inizio dei lavori di programmazione per il nuovo catalogo 2011.
Pur non essendo nuova alla Cina, era la mia prima volta post Olimpiadi: ero quindi curiosa di vedere i cambiamenti.
Shanghai e’ una citta’ in perenne evoluzione, prorompente nella sua modernita’, con uno skyline mutevole e un fermento architettonico che si respira nell’aria.
Tutto parla di futuro: il treno magnetico che porta in citta’ dall’aeroporto, le strade sopraelevate, gli alberghi sempre piu spettacolari, i nuovi grattacieli, gli edifici governativi, gli eventi commerciali e turistici.
Ogni cosa assume dimensioni macro, adatte ad una citta’ che oggi ha superato i 22 milioni di abitanti.
La Torre della Televisione, con i suoi 468 metri, resta la quarta del pianeta in altezza, ma ora e’ superata da altri grattacieli, come lo Shanghai World Financial Centre  di 492 metri.
E’ in discussione la costruzione di un nuovo grattacielo che dovrebbe essere chiamato “bionic tower” e arrivare all’altezza record di 1228 metri!!
Nonostante il paesaggio futurista, si trovano ancora preziose testimonianze del  passato di Shanghai nella Citta’ Vecchia, nel Giardino del Mandarino Yu e nel bellissimo Tempio del Buddha di Giada, le cui mura zafferano fanno capolino tra le pareti a specchio dei grattacieli.
Qui viene custodita la statua del Buddha scolpita da un unico blocco di giada e miracolosamente trasportata dalla Birmania nel 1882 da un  monaco cinese.
Da non perdere il Museo di Shanghai, situato in un modernissimo edificio, che ospita una delle piu ricche ed interessanti collezioni d’arte del paese: bronzi, sculture buddiste, ceramiche, porcellane, pitture, calligrafie, sigilli, oggetti in giada, monete e costumi delle minoranze etniche.
Una passeggiata serale lungo il Bund garantisce ogni volta una certa emozione: lungo il fiume Huangpu si stagliano allineati gli eleganti edifici neoclassici e coloniali di inizio novecento dai quali e’ partita la vera fortuna commerciale di questa citta’,
Da qui si assiste allo scorrere lento delle barche sul fiume  un tempo utilizzate per il trasporto di oppio e te: oggi trasportano enormi tabelloni pubblicitari  luminosi che, nel buio, sembrano muoversi da soli sull’acqua.
Ma siamo tutti impazienti di entrare nel mondo dell’Expo!!
Inaugurata il 1° maggio all’insegna del motto: “ BETTER CITY , BETTER LIFE”, (ovvero la qualità della vita in ambito urbano e la speranza di una vita migliore grazie allo sviluppo futuro delle città del pianeta), si sta dimostrando l'evento piu importante dell'anno, con una ampia copertura mediatica nel mondo intero ed un'affluenza  record che attualmente si attesta intorno alle 500,000 persone ogni giorno.
L’Expo si raggiunge in circa 40 minuti di pullman da Pudong e si presenta da subito come un’area immensa: 191 nazioni in esposizione in 242 padiglioni allestiti su di un’area di 5 kmq sulle due sponde del fiume Huangpu, collegate da ponti e traghetti fluviali.
Centomila volontari arruolati come assistenti si aggirano nei bei vialetti verdi con divise arancioni, e assistono i visitatori che di fatto entrano in una sorta di “cittadella” fornita di mezzi pubblici propri.
Da un lato del fiume sorgono i padiglioni definiti “corporate”: le regioni della Cina, le realta’ industriali piu importanti, gli enti governativi.
Dall’altro lato cominciamo ad intravedere i padiglioni che abbiamo visto in fotografia sulle riviste europee. Non si e’ preparati alle dimensioni  che sono enormi.
E’ molto interessante scoprire il modo come ogni paese ha deciso di elaborare il tema dell’Expo e il “concept” in base al quale ha deciso di sviluppare la pianificazione interna del padiglione, che solitamente ha almeno 3 piani.
E’ indispensabile armarsi di una buona dose di pazienza perche le file sono notevoli di fronte ad ogni ingresso, ma le attese sono abbondantemente ricompensate!
Ogni padiglione, oltre al suo allestimento portante, ospita un serie di eventi particolari, in un continuo “happening” culturale pieno di  musiche e colori.
Il padiglione della Cina e’ il piu grande e al suo interno si trova la proiezione di un famoso dipinto di un villaggio dell’epoca Ming in 4D, che e’ interamente in movimento; come essere catapultati all’interno di un’opera d’arte che e’ viva.
L’Italia e' presente con un padiglione di 6.000 metri cubi , disposto su 3 piani, che e' ritenuto uno dei piu spettacolari dell'intera manifestazione.  Progettato dello Studio di Giampaolo Imbrighi  richiama i vicoli  di un borgo antico e viene chiamato “ La Città dell’Uomo, Vivere all’Italiana “ , con un allestimento della Triennale di Milano e di Giancarlo Bastelli, scenografo di registi come Salvatores e di Moretti.  E’ stato concepito come un contenitore delle eccellenze del nostro Paese da mettere in dialogo con un universo complesso come  quello della Cina e del resto del mondo. Città, paesaggi, arte, architettura, grandi prodotti agricoli, cucina,  auto di lusso, alta moda saranno messi in mostra davanti al mondo intero.  Gli addetti all’accoglienza sono vestiti da Prada con un look moderno ed elegante.
L’imbrunire ci coglie quasi di sorpresa (qui il tempo vola!!) e tutti i padiglioni si animano di luci e pannelli in movimento: un vero spettacolo.
Abbandoniamo l’Expo alla quale varrebbe la pena di dedicare qualche giorno, l’Anhui ci aspetta!!
Situata a circa 300 km a ovest di Shanghai e con una dimensione pari a circa metà dell’Italia, la regione dell’Anhui e’ storicamente nota per la produzione del legno e per l’ottimo pesce. Il suo territorio impervio, diviso fra aride pianure al nord e aspre montagne al sud, ha reso impossibile lo sviluppo industriale conservandola  ancora oggi come un luogo semplice, dove si puo ammirare la Cina rurale di un tempo, quella cosi lontana dalle grandi citta’, ma fatta di piccoli agglomerati, risaie , foreste di bambù e contadini dal classico cappello conico.
I villaggi rurali sono infatti uno degli aspetti piu caratteristici di questa regione.
Visitiamo i villaggi di Tuxi, Xidi e Hongcun: antichissimi insediamenti che risalgono al periodo dei primi scambi commercial di tè e sale, 2500 anni fa.
Ancora oggi sono villaggi dall’atmosfera dolce e poetica, con piccoli vicoli incorniciati da lanterne rosse, antiche botteghe  e abitazioni merlettate.
Sono luoghi molto amati dai cinesi che numerosi si dedicano alla pittura ad acquerello intorno al laghetto che conduce a Xidi, un vero gioiellino del passato miracolosamente rimasto quasi intatto.
Nelle strette viuzze si affacciano piccole botteghe artigianali dove si puo’ acquistare il te particolare prodotto in questa zona, dalle note proprieta’ rinvigorenti, ma soprattutto la famosa camomilla, che si presenta in fiori interi molto piu grandi dei nostri.
Ma cio’ che rende l’Anhiu conosciuta  nel mondo sono le famose Montagne Gialle,  piu precisamente il monte Huang Shan, luogo prediletto da pittori ed artisti che lo hanno raccontato nei secoli, conferendole un senso di  mistica e mistero.
Partiamo di prima mattina da Huangshan City e dopo due tratte in pullman ed una breve tratta in cabinovia, ci troviamo immersi nel famoso panorama.
Spesso definita “la prima montagna della Cina”, si tratta di un insieme di 72 picchi rocciosi (in maggioranza oltre i 1500 metri di altezza), inseriti in un vero e proprio spettacolo della natura all’interno del quale sono presenti esemplari di flora e fauna unici, cosi come molte erbe medicinali esclusive di questa zona.
Le alte vette sono collegate da un continuo saliscendi di scale scolpite nella roccia 20 anni fa, in un ripido percorso che porta fino a 1864 metri di altezza e che consente di sovrastare il panorama sottostante, con nubi basse e pini che sbucano dalle montagne, come se si fosse sospesi nel vuoto.
Giunti in cima  ci sono poi 4 percorsi suggeriti; il meno impegnativo e’ di 8 km (3 ore circa di cammino) e conduce al primo punto di ristoro, che appare quasi per magia tra le nebbiolina e gli alberi. E’ una magica visione perche’ la salita ci mette a dura prova.
Ci sono degli anziani portatori, che faticosamente trasportano sacche di cibo fino in cima e che destano la nostra ammirazione!
Eppure anche qui, in cima alle nubi, il cibo e’ ottimo! Come sempre in Cina mangiamo splendidamente, la cura nell’allestimento dei piatti, la qualita’ e la freschezza degli ingredienti, l’accostamento tra i vari ingredienti trasformano ogni pasto in una meravigliosa scoperta, un vero banchetto!
Terminata la permanenza nell’Anhui, e’ tempo di andare a Pechino, finalmente potro’ vedere quanto e’ cambiata questa citta’ che amo dopo il ciclone “Olimpiadi”.
Capitale della Repubblica Cinese, con i suoi 18 milioni di abitanti, Pechino e’ il fulcro del paese e ne e’ centro non solo politico ma anche intellettuale e culturale.
Metropoli frenetica e tentacolare, dove fioriscono i nuovi ricchi, e’ il luogo dove si sfidano gli architetti di mezzo mondo, nel tentativo surreale di far coabitare grattacieli , nuove autostrade e  molteplici vie di accesso.
Pechino resta il simbolo della vecchia Cina ma anche la sua vetrina piu’ importante.
Qualche dato sara’ sufficiente a rendere l’idea: 9 milioni di biciclette, 270 milioni di bacchette cinesi utilizzate ogni anno, 160.000  stranieri residenti in città, 22.000 gli abitanti per ogni chilometro quadrato.
E’ una citta’ competitiva e competente, dove ogni impresa e’ resa possibile dalla sua infaticabile operosita’.
La sua storia plurimillenaria fa capolino dietro ad ogni angolo, in ogni quartiere e nessuno puo’ restare impassibile davanti alla maestosità della Citta’ Proibita.
Nata e pensata come la realizzazione di un antico sogno confuciano di luogo dal quale  l’imperatore potesse esercitare il suo ruolo di mediatore fra terra e cielo, la Citta’ Proibita e’ stata la corte di ben  24 sovrani , una sorta di  citta’-fortezza con regole proprie, inaccessibile ai comuni mortali, dove avvenivano cerimonie e rituali.
La sua posizione non e’ casuale: ha sede nel luogo dove Kublai Khan, nipote di Gengis Khan e primo imperatore della dinastia Yuan spesso menzionato da Marco Polo, aveva costruito il suo primo palazzo reale.
Immensa come puo essere una citta imperiale di 723mila metri quadrati, lunga 960 metri e larga 750 metri, conta 117 cortili, 650 porte e migliaia di stanze (la leggenda vuole siano 9999), la Citta’ Proibita e’un rettangolo perfetto nel cuore di Pechino e ci riporta al principio armonico originario caro alle scatole cinesi.
Chi viene a Pechino per la prima volta dovra’ visitare il Tempio del Cielo, , uno dei simboli della citta ed una vera e propria meraviglia dell’architettura cinese.
E’ bello arrivarci di prima mattina, attraversando il grande parco antistante, pieno di cinesi che fanno tai-chi.
Con un diametro di 30 metri e ricoperto da 3 diversi tetti circolari in blu cobalto, e’ il luogo dove gli imperatori venivano ad attendere il solstizio d’estate e la prima luna dell’anno,a chiedere ricchi raccolti  ma anche a celebrare le grandi vittorie e i grandi eventi, in segno di ringraziamento.
Da non perdere il Tempio Lama, dove i cinesi si danno appuntamento ogni 2 settimane, per fare offerte al  famoso Buddha Gigante.
Tempio di buddismo tibetano piu antico della citta, qui si potranno anche ammirare i troni del Dalai Lama e del Panchen Lama.
Spingendosi appena fuori citta’, alla ricerca di un po di frescura, ecco il Palazzo d’Estate,  un immenso giardino imperiale di 290 ettari, arricchito da passerelle, laghi e padiglioni in pietra.
Secondo solo alla Citta’ Proibita, la sua importanza crebbe a partire dalla meta’ del XVIII secolo, quando divenne sede di formazione di sovrani e ritiro estivo.
Molti i palazzi da visitare: la sala delle Benevolenza e della Longevita’, il Palazzo delle Onde di Giada, il Palazzo della Gioia.
Fra le parti piu fotografate vi e’ il lungo Corridoio Coperto detto “Changlang”, 728 metri di portici in legno dipinti a mano che raffigurano leggende, paesaggi, animali e persone.
Ma il simbolo del Palazzo d’Estate e’ il famoso battello di marmo, fatto costruire dall’imperatrice Cixi e utilizzato per feste imperiali.
Tornata in citta’, facciamo una passeggiata serale per vedere le testimonianze di quella che viene chiamata la “Pechino Olimpica”: l’immenso stadio Bird’s Nest, il villaggio Olimpico e soprattutto lo spettacolare Watercube che si tinge di mille colori, dal blu al verde al giallo.
Per raggiungere la Grande Muraglia Cinese occorrera’ invece dedicare un’intera giornata e spingersi fino a Badaling, 70 km da Pechino.
Lunga oltre 6000 km e considerata una delle meraviglie del mondo, la Wanli Changcheng fu costruita a partire dal 220 a.C.
All’edificazione presero parte oltre 300 mila uomini, per un periodo che duro’ oltre 10 anni e che si concluse nell’epoca Ming.
La spiegazione piu frequente e’ che essa fu innalzata per contenere i barbari delle steppe mongoliche, ma questo enorme serpente architettonico fu anche una preziosa via di comunicazione protetta dagli assalti, che facilito’ enormemente i contatti e gli scambi fra le genti.
Lungo la via del rientro e’ doverosa una sosta alla Via Sacra per ammirare le tombe dell’epoca Ming.
Grande necropoli che ospita le spoglie di 13 dei 16 sovrani della dinastia Ming, e’ preceduta dalla cosiddetta “Via degli Spiriti”, lunga oltre 7 km, e fiancheggiata da statue di militari, dignitari di corte e animali mitici.
Tra i sepolcri accessibili, spicca la Tomba di Chang, che ospita l’imperatore Yongle e le sue 16 concubine.
Pechino e’ una metropoli che offre molto anche alla sera.
Consiglio di partire con una cenetta presso uno dei ristoranti di Ghost Street, il centro “culinario” della citta’ dove molti ristoranti si susseguono in un tripudio di lanterne rosse illuminate che formano un’arcata di luce a perdita d’occhio.
Si puo’ poi passeggiare intorno al Lotus Lake che e’ pieno di vita e di locali che giocano a volano o danzano muovendo ventagli colorati. Arrivando presto si potra’ anche fare un giro in riscio’ negli Hutong (i quartieri antichi di Pechino) che confinano con la zona del laghetto.
Per il dopo cena c’e la famosissima Opera di Pechino o il Circo Acrobatico ma il mio spettacolo preferito e’ al Red Theatre e si chiama “The Legend of Kung Fu”.
Non si tratta di un semplice susseguirsi di dimostrazioni di arti marziali ma di un vera e propria rappresentazione teatrale che abbina balletto classico, splendide coreografie moderne e kung fu, inseriti in strabilianti scenografie ed effetti visivi.
Si narra la commuovente storia di un bimbo che lascia la sua famiglia di origine per diventare monaco e viene accolto nel monastero da una guida anziana che lo accompagnera’ e lo guidera’ nel corso della sua vita e della sua evoluzione, da bambino ad adulto.

Da non perdere!

 

Arianna Pradella

Responsabile Commerciale e China Product Manager

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