Al Ain è un viaggio negli Emirati più antichi, tra oasi di palme, forti di terra cruda, mercati di cammelli e montagne al confine con l’Oman. Con i viaggi ad Al Ain di Utat puoi passeggiare nell’oasi Patrimonio Unesco tra i canali del falaj, visitare il Forte Al Jahili e scoprire il mercato dei cammelli. Dalla strada panoramica del Jebel Hafeet al palazzo dello sceicco Zayed, ogni tappa racconta un volto diverso degli Emirati. Un viaggio tra storia, oasi, tradizioni e paesaggi.
Al Ain è la seconda città dell’emirato di Abu Dhabi, nell’interno del Paese, al confine con l’Oman. Chiamata la città giardino, è cresciuta intorno a un gruppo di oasi alimentate da un antico sistema di canali sotterranei, il falaj, e conserva forti, torri e siti archeologici che nel 2011 l’Unesco ha inserito nel Patrimonio dell’Umanità: il primo sito degli Emirati. È la città natale dello sceicco Zayed, il fondatore del Paese, e il luogo dove si capisce come si viveva prima del petrolio. Nei tour è la gita di un giorno da Dubai o Abu Dhabi. Visitare Al Ain significa vedere gli Emirati delle oasi e dei forti.
Al Ain ha un clima desertico, più secco di quello della costa perché lontano dal mare: il periodo migliore va da novembre a marzo, con giornate tiepide e serate fresche, ideali per passeggiare nell’oasi e salire sul Jebel Hafeet. In primavera e in autunno le temperature sono ancora accettabili al mattino e nel tardo pomeriggio. Da giugno a settembre il caldo supera i 45 gradi e la visita si limita ai luoghi al chiuso e alle prime ore. L’oasi, con l’ombra delle palme e l’acqua dei canali, resta comunque il posto più fresco della città in ogni stagione.
Al Ain è la città dei datteri: nell’oasi e nei mercati si trovano decine di varietà, fresche o secche, che accompagnano il caffè arabo al cardamomo offerto in ogni luogo di visita. La cucina emiratina tradizionale si assaggia nei ristoranti locali con il machboos, il riso speziato con carne o pesce, il harees, un piatto di grano e carne cotto a lungo, e i luqaimat, le frittelle dolci con sciroppo di datteri. Il pane regag, sottile e croccante, si compra caldo dai chioschi. Come in tutti gli Emirati si trova anche la cucina libanese, indiana e internazionale.
La regione di Al Ain è abitata da migliaia di anni: le tombe di Hili e i siti archeologici intorno alla città risalgono all’età del bronzo, e il sistema di canali sotterranei del falaj, che porta l’acqua dalle montagne alle oasi, è in uso da almeno tremila anni. Per questo l’Unesco ha riconosciuto nel 2011 i siti culturali di Al Ain come Patrimonio dell’Umanità. Nel Novecento la città fu contesa tra Abu Dhabi e l’Oman, e ancora oggi il confine passa in mezzo all’abitato, con la città omanita di Buraimi dall’altra parte. Curiosità: lo sceicco Zayed, prima di diventare presidente degli Emirati, fu per vent’anni il governatore di Al Ain e la volle verde e piena di alberi.
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