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Destinazione

Al Ain

Tour e Viaggi organizzati Al Ain

Al Ain è l’oasi degli Emirati, al confine con l’Oman: palmeti irrigati dai canali del falaj, Patrimonio Unesco, forti di terra cruda e il mercato dei cammelli. Si passeggia nell’oasi, si visita il Forte Al Jahili e il palazzo dove è nato lo sceicco Zayed, e si sale sulla strada panoramica del Jebel Hafeet. Con Utat è la giornata che mostra gli Emirati di prima del petrolio.

Un cortile con le arcate ad Al Ain
Al Ain

Informazioni utili

Nazione
Emirati Arabi
Lingua
Arabo; molto diffuso anche l'Inglese
Valuta
Dirham degli Emirati Arabi Uniti (AED)
Fuso orario
+3 ore rispetto all'Italia in inverno e +2 ore durante l'ora legale italiana
Documenti
Passaporto in corso di validità e requisiti di ingresso secondo la normativa vigente

Informazioni utili complete

Informazioni utili per il tuo viaggio

Tutto quello che devi sapere prima di preparare le valigie.

È necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi al momento del viaggio, il “Visit Visa”, apposto in aeroporto, permette ai cittadini italiani di soggiornare negli Emirati arabi Uniti sino a 90 giorni ogni 180. È proibita l’importazione di materiale, quali giornali, video, riviste, etc che possono essere ritenute offensive alla morale islamica e materiale audio/video “pirata”. È possibile l’importazione di 2000 sigarette, 400 sigari, 2kg di tabacco 2 litri di liquori o vino: ovviamente per i non musulmani, fatta eccezione per l’emirato di Sahrjah, dove le bevande alcooliche sono proibite per tutti. L’uso e l’importazione di sigarette elettroniche e dei relativi liquidi di ricarica è strettamente limitato e la vendita di tale articoli è severamente vietata.

Domande frequenti

Perché visitare Al Ain ▾

Al Ain è la seconda città dell’emirato di Abu Dhabi, nell’interno del Paese, al confine con l’Oman. Chiamata la città giardino, è cresciuta intorno a un gruppo di oasi alimentate da un antico sistema di canali sotterranei, il falaj, e conserva forti, torri e siti archeologici che nel 2011 l’Unesco ha inserito nel Patrimonio dell’Umanità: il primo sito degli Emirati. È la città natale dello sceicco Zayed, il fondatore del Paese, e il luogo dove si capisce come si viveva prima del petrolio. Nei tour è la gita di un giorno da Dubai o Abu Dhabi. Visitare Al Ain significa vedere gli Emirati delle oasi e dei forti.

Cosa vedere ad Al Ain ▾
  • L’oasi di Al Ain: il palmeto con oltre centomila palme, i sentieri ombreggiati e i canali del falaj che lo irrigano da secoli.
  • Forte Al Jahili: il forte di terra cruda del 1891, uno dei più grandi del Paese, con la torre circolare e la mostra fotografica sul deserto.
  • Qasr Al Muwaiji: il palazzo-forte dove nacque lo sceicco Khalifa, con il museo dedicato alla famiglia regnante.
  • Museo Nazionale di Al Ain: la storia archeologica ed etnografica della regione, accanto al forte Sultan.
  • Il mercato dei cammelli: l’ultimo grande mercato di cammelli degli Emirati, animato al mattino, dove si contrattano gli animali.
  • Jebel Hafeet: la montagna di circa 1.240 metri alle porte della città, con la strada panoramica a tornanti e la vista sul deserto.
  • Al Ain Zoo: uno dei parchi zoologici più grandi del Medio Oriente, con gli animali dell’Arabia e dell’Africa.
Quando andare ad Al Ain ▾

Al Ain ha un clima desertico, più secco di quello della costa perché lontano dal mare: il periodo migliore va da novembre a marzo, con giornate tiepide e serate fresche, ideali per passeggiare nell’oasi e salire sul Jebel Hafeet. In primavera e in autunno le temperature sono ancora accettabili al mattino e nel tardo pomeriggio. Da giugno a settembre il caldo supera i 45 gradi e la visita si limita ai luoghi al chiuso e alle prime ore. L’oasi, con l’ombra delle palme e l’acqua dei canali, resta comunque il posto più fresco della città in ogni stagione.

Cosa mangiare ad Al Ain ▾

Al Ain è la città dei datteri: nell’oasi e nei mercati si trovano decine di varietà, fresche o secche, che accompagnano il caffè arabo al cardamomo offerto in ogni luogo di visita. La cucina emiratina tradizionale si assaggia nei ristoranti locali con il machboos, il riso speziato con carne o pesce, il harees, un piatto di grano e carne cotto a lungo, e i luqaimat, le frittelle dolci con sciroppo di datteri. Il pane regag, sottile e croccante, si compra caldo dai chioschi. Come in tutti gli Emirati si trova anche la cucina libanese, indiana e internazionale.

Storia e curiosità di Al Ain ▾

La regione di Al Ain è abitata da migliaia di anni: le tombe di Hili e i siti archeologici intorno alla città risalgono all’età del bronzo, e il sistema di canali sotterranei del falaj, che porta l’acqua dalle montagne alle oasi, è in uso da almeno tremila anni. Per questo l’Unesco ha riconosciuto nel 2011 i siti culturali di Al Ain come Patrimonio dell’Umanità. Nel Novecento la città fu contesa tra Abu Dhabi e l’Oman, e ancora oggi il confine passa in mezzo all’abitato, con la città omanita di Buraimi dall’altra parte. Curiosità: lo sceicco Zayed, prima di diventare presidente degli Emirati, fu per vent’anni il governatore di Al Ain e la volle verde e piena di alberi.

Eventi e tradizioni di Al Ain ▾
  • Il mercato dei cammelli (ogni mattina): la contrattazione degli animali tra allevatori e compratori, una scena rimasta uguale da generazioni.
  • La raccolta dei datteri (estate): nell’oasi si raccolgono i grappoli maturi tra luglio e settembre, con feste e mercati dedicati.
  • Il falaj (tutto l’anno): l’antico sistema di irrigazione a canali, riconosciuto dall’Unesco, ancora gestito con le regole di ripartizione dell’acqua tra le famiglie.
  • Al Ain Classics Festival (inverno): concerti di musica classica nei forti e nei giardini della città.
  • Le corse dei cammelli (ottobre-aprile): sui circuiti della zona, la mattina presto, una delle tradizioni più sentite dell’emirato.

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