Il deserto di Dubai è un viaggio a pochi chilometri dai grattacieli, tra dune rosse, campi beduini, cammelli e tramonti che accendono la sabbia. Con i viaggi nel deserto di Dubai di Utat puoi salire su un 4×4 per il safari tra le dune, assistere allo spettacolo della falconeria e cenare in un campo tradizionale con musica e danze. Dal giro in cammello al cielo stellato lontano dalle luci della città, ogni tappa racconta un volto diverso degli Emirati. Un viaggio tra deserto, tradizioni, avventura e ospitalità araba.
A meno di un’ora dal centro di Dubai la città finisce e comincia il deserto: dune di sabbia rossa e dorata, acacie, dromedari e la riserva di conservazione che protegge orici e gazzelle. Il safari nel deserto è l’escursione più amata da chi visita gli Emirati e nei tour Utat è inclusa in quasi tutti i programmi: nel pomeriggio si parte in 4x4 per la corsa sulle dune, ci si ferma per il tramonto e si arriva a un campo in stile beduino per la cena, tra falconeria, henné, danze e musica. Visitare il deserto significa scoprire da dove vengono gli Emirati, prima del petrolio e dei grattacieli.
Il periodo ideale per il deserto di Dubai va da novembre a marzo, quando le giornate sono calde ma non afose, con temperature tra i 20 e i 30 gradi, e le sere nel campo sono fresche e piacevoli: conviene portare una giacca leggera. Ottobre e aprile sono ancora buoni, con il caldo che cresce. Da maggio a settembre le temperature superano i 40 gradi anche nel tardo pomeriggio, e il safari si riduce a poche ore intorno al tramonto. Il deserto è l’escursione fissa dei tour di Capodanno, con le serate a tema e i fuochi d’artificio nei campi.
La cena nel campo beduino è un buffet di cucina araba e mediorientale: carni alla griglia, kebab e shawarma di pollo e agnello, riso con spezie, hummus, insalate di tabbouleh e fattoush, pane arabo caldo e dolci come baklava e luqaimat, le frittelle di pasta dolce con sciroppo di datteri. All’arrivo si è accolti con il caffè arabo al cardamomo e i datteri, il gesto di ospitalità tradizionale della penisola arabica. Non manca il tè alla menta, e chi vuole può provare la shisha, la pipa ad acqua, con i tabacchi aromatizzati.
Fino a pochi decenni fa Dubai era un villaggio di pescatori e mercanti di perle sul Creek, e le tribù beduine vivevano nel deserto dell’interno con i cammelli, le capre e le oasi dei datteri. Il petrolio, scoperto negli anni Sessanta, ha cambiato tutto, ma la cultura del deserto è rimasta il fondamento dell’identità emiratina: la falconeria, le corse dei cammelli e la poesia beduina sono ancora oggi tradizioni vive e sostenute dai governanti. La Dubai Desert Conservation Reserve, istituita nel 2003, protegge circa il cinque per cento del territorio dell’emirato. Curiosità: i cammelli da corsa oggi sono guidati da piccoli fantini robot.
I nostri consulenti conoscono questi viaggi uno per uno.
848 46 60 00Lun–Ven 9.30–19.00 · Sabato 9.30–12.30 e 15.00–18.00