Gran Tour del Marocco con Essaouira da Marrakech
11 Giorni / 10 Notti
Partenze disponibili: 1
3 tour in catalogo, con date e prezzi per ogni partenza.
A Merzouga comincia il Sahara: le dune dorate dell’Erg Chebbi, i palmeti della Valle del Draa, le kasbah e i villaggi ai margini della sabbia. Si sale in dromedario sulle dune al tramonto e si dorme in un campo tendato sotto le stelle; nei dintorni, Rissani, Erfoud con i suoi fossili e le ceramiche verdi di Tamegroute. È la parte del viaggio con più silenzio, e quella che si ricorda più a lungo.
11 Giorni / 10 Notti
Partenze disponibili: 1
10 Giorni / 9 Notti
Nuove date in arrivo
7 Giorni / 6 Notti
Partenze disponibili: 2
Tutto quello che devi sapere prima di preparare le valigie.
È richiesto il passaporto con almeno 6 mesi di validità dopo la data di ingresso. Attualmente il passaporto è l’unico documento valido per l’ingresso al paese.
I cittadini italiani che visitano il Paese per motivi turistici non necessitano del visto per un soggiorno della durata massima di tre mesi; all’arrivo in Marocco viene apposto sul passaporto un timbro valido 90 giorni. I minori devono essere in possesso di proprio passaporto oppure essere iscritti in quello dei genitori. Ricordiamo che la mancata partenza per documento non in regola comporta la perdita totale della quota.
Per entrare in Marocco non è necessaria alcuna vaccinazione. Il Marocco è uno dei paesi africani che presenta il minor numero di pericoli per la salute. È sempre consigliabile consumare acqua e bibite non ghiacciate e solo da contenitori sigillati, non mangiare verdura cruda, insaccati locali, frutti di mare crudi, latte non pastorizzato e frutta senza buccia. È buona norma partire muniti di disinfettanti intestinali, compresse antinfluenzali ed antibiotici. Nelle principali città si trovano medici di buon livello professionale. Le farmacie sono numerose e generalmente ben fornite. Il servizio ambulanza, per contro, è carente.
Il Marocco è considerato “il più fresco tra i paesi più caldi”.
Lungo le coste il clima è di tipo temperato con temperature estive non molto elevate ed inverni miti. Il periodo che va da Novembre a Febbraio è quello in cui si concentra la maggior parte delle precipitazioni.
I mesi freddi sono assai poco africani; in particolare nelle aree più elevate l’inverno può presentare caratteristiche da clima freddo. In estate in montagna fa caldo di giorno e fresco di notte. Nel deserto le temperature sono spesso molto basse durante le ore notturne. In inverno, nella zona delle montagne dell’Atlante, le nevicate sono abbondanti.
La primavera è il periodo ideale per recarsi in queste zone anche se ci possono essere delle leggere piogge. I mesi preferiti per visitare le pianure sono quelli compresi tra ottobre e aprile, ossia i più freschi; in questo periodo durante il giorno la temperatura è piacevolmente tiepida o calda (intorno ai 30°C) e di notte fresca (intorno ai 15°C).
La moneta nazionale è il dirham. Un Euro vale circa 11,27 dirham.
Per cambiare valuta è necessario rivolgersi alle banche o agli uffici di cambio autorizzati. È illegale cambiare il denaro per strada.
Le carte di credito sono accettate nei grandi alberghi, ristoranti, negozi e spesso persino nei souk. È vietato uscire dal Marocco con Dirham: alla fine del soggiorno in Marocco si possono convertire in Euro o altra valuta straniera solo i Dirham acquistati in precedenza presentando le relative ricevute.
– 1 ora rispetto all’Italia
– 2 ore quando in Italia vige l’ora legale.
Il voltaggio più diffuso è 220 v, anche se in alcune zone c’è ancora la corrente a 110 v. Spesso le prese hanno solo due buchi, mancando quello di messa a terra: prestate quindi attenzione quando usate gli apparecchi elettrici. Non è necessario l’adattatore.
Per chiamare il Marocco dall’Italia: 00212, seguito dal prefisso di zona senza lo zero iniziale e dal numero locale.
Per telefonare dal Marocco in Italia: 0039, seguito dal prefisso della località con lo zero iniziale e dal numero desiderato. L’importazione temporanea di telefoni cellulari e l’utilizzo di telefoni mobili è autorizzata. Il Marocco fa parte del circuito GSM. La copertura è quasi integrale per i tre operatori di telefonia mobile Maroc Télécom, Meditel e Inwi. Nelle zone montane e desertiche Maroc Télécom garantisce una migliore copertura.
La lingua ufficiale è l’arabo e l’amazigh (berbero). Diffuso il francese, mentre lo spagnolo e l’italiano hanno una conoscenza discreta; meno usato l’inglese. L’arabo parlato dai marocchini (darija) è molto diverso da quello parlato nel Medio Oriente.
La popolazione è in maggior parte mussulamana, ma sono presenti anche comunità cristiane ed ebraiche. L’islam tradizionale nordafricano presenta alcune caratteristiche particolari quali il culto dei marabutti e dei sidi, le cui tombe sono spesso oggetto di pellegrinaggio. Sebbene il re sia considerato discendente del Profeta e Comandante dei credenti, la legislazione è abbastanza laica con un codice di famiglia riformato nel 2004 che tutela le donne in modo notevole rispetto agli altri paese mussulmani. L’uso degli alcoolici, sebbene vietato dalla legge coranica, non è punito dalla legge marocchina.
La popolazione marocchina è composta principalmente da due gruppi etnici: Berberi, autoctoni e maggioritari, Arabi di origine esterna; è inoltre presente una minoranza ebraica considerata la più numerosa del mondo arabo.
Il piatto nazionale è il “couscous”, semola finemente macinata e cotta solitamente accompagnata da uno stufato di agnello e verdure. Un altro piatto molto diffuso è la “tajine”, ottimo stufato di carne e verdure aromatizzato con erbe e spezie, con innumerevoli varianti, cotto in una padella bassa di terracotta con un pesante coperchio conico. Una specialità berbera è lo “m’choui”, un agnello intero arrostito in grandi forni di terra, costruiti in spazi aperti e condito con zafferano e peperoncino, spesso cucinato in occasione delle feste. Il miglior piatto marocchino è forse la pastilla (“bastaila” in arabo): si tratta di un miscuglio composto da carne di piccione, uova aromatizzate al limone, mandorle, cannella, zafferano e zucchero, il tutto racchiuso in diversi strati di una sfoglia detta ouarka. Lungo la costa si trova buon pesce fresco: sardine, sogliole, spigole, gamberi, calamari, ostriche, cozze e talvolta aragoste. Il pane è alimento base: condito con l’olio di oliva, accompagnata dal tè alla menta dolce e caldo, inzuppato nell’olio di argan o di mandorla, oppure nelle case berbere talvolta servito insieme a una ciotola di olio e miele. Due dolci famosi sono le “kaab el ghzal” (corna di gazzella), paste a forma di mezzaluna farcite con una delicata pasta di mandorle e coperte di glassa di zucchero, e le m’hancha (spire di serpente), paste piatte e rotonde cotte in forno, farcite con mandorle e coperte di glassa e cannella. La bevanda nazionale del Marocco è il tè alla menta (“atay” in arabo), preparato con tè verde cinese, rametti di menta fresca (“nanaa”) e molto zucchero.
L’artigianato è un elemento fondamentale della cultura marocchina. Le maroquinerie (articoli in pelle) erano molto apprezzate dai mercanti già nel XVI secolo. Importanti anche la produzione dei tappeti, delle ceramiche, dei gioielli, degli oggetti in rame e ottone e la lavorazione del legno. Trattare sul prezzo di un acquisto, oltre che un’abitudine, è un piacere.
Abbigliamento comodo, più formale per il soggiorno negli hotels. Maglia pesante per la sera. Se è previsto un soggiorno in zone di montagna o il pernottamento nel deserto dove fortissima può essere l’escursione termica l’abbigliamento deve essere adeguato. Da non dimenticare: costume da bagno, occhiali da sole, creme solari, farmacia da viaggio. ll Marocco è un paese musulmano e quindi è bene prestare attenzione all’abbigliamento soprattutto nelle zone non altamente turistiche (evitare vestiti succinti e scollati per le donne, per gli uomini pantaloni corti).
Le mance in Marocco sono una vera e propria istituzione: consigliamo di avere sempre degli spiccioli a portata di mano per qualsiasi servizio ricevuto. Secondo il credo mussulmano aiutare i bisognosi è un obbligo e spesso, le famiglie meno abbienti, vivono anche di queste entrate.
Merzouga è un villaggio all’estremo sud-est del Marocco, vicino al confine algerino, ai piedi dell’Erg Chebbi: un mare di dune di sabbia dorata che si alzano fino a circa 150 metri e cambiano colore con la luce del giorno. È il luogo dove il Marocco incontra il Sahara vero, e la notte nel campo tendato tra le dune, dopo il giro in dromedario al tramonto, è per molti il momento più intenso del viaggio. Nei tour Utat si arriva da Erfoud e Rissani, mentre altri itinerari attraversano la Valle del Draa fino a Zagora. Visitare Merzouga significa vedere il deserto come lo si immagina.
Il deserto di Merzouga si visita al meglio da ottobre ad aprile, quando le giornate sono calde ma sopportabili e le sere fresche. Tra dicembre e febbraio le notti nel campo tendato possono essere molto fredde, anche vicine allo zero: servono indumenti pesanti, ma le giornate sono luminose e le dune deserte. Primavera e autunno sono i periodi ideali, con temperature miti e cieli limpidi; in primavera può soffiare qualche giorno di vento di sabbia. Da giugno a settembre il caldo è estremo, spesso oltre i 45 gradi, e la visita si riduce alle prime ore e al tramonto.
Nel deserto la cucina è quella berbera del Sud: la specialità di Merzouga e Rissani è la medfouna, chiamata anche pizza berbera, una focaccia ripiena di carne, cipolle, mandorle e spezie cotta tradizionalmente sotto la sabbia calda o nel forno di terra. Nel campo tendato si cena con tajine di pollo o agnello con verdure, zuppa harira, pane cotto sulla piastra e frutta, seguiti dal tè alla menta preparato con il rito delle tre versate. I datteri delle oasi del Tafilalet, tra i migliori del Marocco, si trovano ovunque, e a Erfoud il festival dei datteri li celebra in autunno.
La regione del Tafilalet, di cui Merzouga fa parte, fu per secoli un crocevia delle carovane transahariane: da Sijilmassa, città medievale oggi in rovina vicino a Rissani, partivano oro, sale e schiavi verso il Mediterraneo. Da qui, nel Seicento, uscì la dinastia alauita che regna ancora oggi sul Marocco: il suo capostipite, Moulay Ali Cherif, è sepolto a Rissani. Le dune dell’Erg Chebbi sono, secondo una leggenda locale, la punizione divina per un villaggio che rifiutò ospitalità a una donna. Curiosità: molti abitanti di Merzouga si sono sempre affidati alla sabbia calda delle dune come cura tradizionale per i dolori articolari.
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