Il Forte di Bahla e il Castello di Jabrin sono un viaggio nell’Oman dei forti, tra mura di terra cruda, torri, cortili e soffitti dipinti ai piedi dei monti Hajar. Con i viaggi al Forte di Bahla e al Castello di Jabrin di Utat puoi salire sui bastioni del forte Patrimonio Unesco, scoprire le sale decorate del castello dell’imam e passeggiare tra i palmeti e le botteghe dei vasai. Dalle mura dell’oasi alla sala del sole e della luna, ogni tappa racconta un volto diverso dell’Oman. Un viaggio tra storia, architettura, artigianato e tradizioni.
Bahla e Jabrin si trovano a pochi chilometri da Nizwa, nell’interno dell’Oman, e sono i due monumenti che raccontano meglio la storia dei forti del Paese. Il Forte di Bahla, in terra cruda, fu costruito dalla dinastia dei Banu Nebhan tra il XII e il XV secolo ed è Patrimonio Unesco dal 1987, il primo sito omanita nella lista; le mura dell’oasi lo circondano per chilometri. Il Castello di Jabrin, del Seicento, era la residenza dell’imam Bil’arab bin Sultan e conserva soffitti dipinti, iscrizioni e sale eleganti. Nei tour Utat si visitano insieme nel giorno che finisce a Nizwa. Visitarli significa entrare nell’Oman degli imam.
I due forti si visitano bene da ottobre ad aprile, quando le giornate nell’interno dell’Oman sono calde ma piacevoli, tra i 25 e i 32 gradi, e la salita sui bastioni e nelle torri non è faticosa. Nei mesi invernali il clima è ideale, con cielo limpido e vista sulle montagne dell’Hajar. Da maggio a settembre il caldo supera i 40 gradi e la visita si concentra al mattino, con le sale del castello di Jabrin che restano fresche grazie ai muri spessi. Bahla e Jabrin si trovano sulla strada tra il deserto di Wahiba e Nizwa, e i tour vi si fermano a metà giornata.
La zona di Bahla e Jabrin è famosa per i datteri e per l’halwa, il dolce omanita di zucchero, amido, zafferano e acqua di rose, e le due cose insieme accompagnano il caffè al cardamomo offerto ai visitatori. Nei ristoranti lungo la strada per Nizwa si mangiano i piatti dell’interno: il majboos di riso speziato con carne o pollo, l’harees di grano e carne, le grigliate e il pane cotto nel forno di terra. Per le feste le famiglie preparano lo shuwa, l’agnello cotto per un giorno intero sotto terra. I vasai di Bahla producono anche le brocche in cui tradizionalmente si conserva fresca l’acqua.
Bahla fu la capitale della dinastia dei Banu Nebhan, che dominò l’interno dell’Oman tra il XII e il XV secolo e costruì il forte e le mura dell’oasi in terra cruda, il materiale tradizionale che richiede manutenzione continua: per questo il monumento, in rovina, fu inserito nel 1988 nella lista dei siti Unesco in pericolo e restaurato per oltre vent’anni, fino alla riapertura del 2012. Il Castello di Jabrin fu costruito intorno al 1670 dall’imam Bil’arab bin Sultan come residenza e centro di studi, in un periodo di pace in cui l’Oman fioriva. Curiosità: l’imam è sepolto in una stanza del castello, e la leggenda vuole che Bahla sia la città dei geni e della magia.
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