Hiroshima e Miyajima sono la memoria e la spiritualità del Giappone. Nel Parco del Memoriale della Pace si visitano il Museo e la Cupola della Bomba Atomica; poi il traghetto porta a Miyajima, dove il grande torii del santuario di Itsukushima sta nell’acqua e i cervi passeggiano lungo la via Omotesando. Si fanno nella stessa giornata: una tappa di storia e di santuari sul mare.
Tutto quello che devi sapere prima di preparare le valigie.
I cittadini italiani devono essere in possesso di passaporto in corso di validità integro e non danneggiato. Al momento dell’ingresso nel Paese, occorre essere in possesso anche del biglietto aereo di ritorno. Si sconsiglia l’utilizzo di un passaporto precedentemente smarrito, senza una documentazione rilasciata dalle Autorità italiane, che attesti l’avvenuto ritrovamento del medesimo. Si raccomanda inoltre di assicurarsi, prima di viaggiare, che il proprio passaporto sia integro e non danneggiato. Per maggiori informazioni circa la validità residua del passaporto richiesta per accedere in Giappone, si consiglia di contattare l’Ambasciata del Giappone a Roma o il Consolato Generale del Giappone a Milano.
I cittadini italiani possono recarsi in Giappone senza visto, per motivi di turismo, per un massimo di 90 giorni di permanenza. Per soggiorni superiori a 90 giorni é necessario munirsi di un visto, che potrà essere richiesto presso l’Ambasciata del Giappone a Roma o presso il Consolato Generale del Giappone a Milano.La valuta ufficiale è lo yen giapponese (JPY).
Il Giappone è tradizionalmente orientato al contante, quindi è consigliabile averlo sempre con sé. Nelle principali città le carte di credito sono generalmente accettate da negozi, ristoranti e taxi. È possibile cambiare valuta negli aeroporti e nelle banche principali. Il cambio indicativo è di circa 155 yen per 1 euro.
La lingua ufficiale del Giappone è il giapponese, ma l’inglese è generalmente compreso nelle principali città e nelle località turistiche maggiori.
Il territorio giapponese si estende dall’isola più settentrionale di Hokkaido, vicina alla Russia, ai subtropici di Okinawa: il clima varia notevolmente da regione a regione.
- La primavera viene celebrata in tutto il Paese con l’arrivo dei fiori di ciliegio. Partendo da sud e risalendo gradualmente verso nord, i fiori sbocciano tra marzo e maggio a seconda della posizione geografica. La primavera fresca e ventilata con cieli solitamente soleggiati, è un periodo piacevole per stare all’aperto ed esplorare città e campagna. Andando verso l’estate, tra maggio e giugno, inizia la stagione delle piogge.
- L’estate in tutto il Paese è caratterizzata da caldo soffocante e umidità intensa, quindi ricorda di mantenerti idratato. Le spiagge sono affollatissime, spettacoli di fuochi d’artificio illuminano i fiumi di tutta la nazione e ci sono festival di strada dietro ogni angolo. Le montagne offrono un po’ di sollievo dall’estrema calura delle città principali. Tieni presente che ad agosto e settembre potrebbero arrivare dei tifoni, che potrebbero ostacolare i tuoi piani di viaggio.
- In autunno a partire dall’isola settentrionale di Hokkaido e scendendo verso sud, il Paese viene ricoperto da un manto di sgargianti foglie autunnali tra la fine di settembre e l’inizio di dicembre. Come la primavera, la stagione autunnale è perfetta per esplorazioni all’aria aperta e per assaggiare le delizie della dispensa giapponese.
- In inverno inizia la stagione sciistica e le zone settentrionali si coprono di una neve senza eguali. Il tempo varia da regione a regione, ma l’inverno offre molte giornate di sole e un bel cielo blu. Riscaldati con un po’ di sakè caldo e una ciotola di stufato bollente.
Per effettuare una chiamata internazionale dal Giappone, seguite questi semplici passaggi: Comporre il codice di accesso internazionale (010) Digitare il codice del Paese di destinazione Comporre il numero di telefono, omettendo lo 0 iniziale del prefisso Gli hotspot wireless sono presenti in tutte le principali città del Giappone, pertanto non dovresti mai essere troppo distante da una connessione Wi-Fi.
Il Giappone utilizza prese con due spinotti piatti paralleli, diverse dallo standard italiano. È consigliabile procurarsi un adattatore universale prima della partenza. Il voltaggio è di 100V, inferiore ai 220V europei, quindi per i dispositivi più sensibili è bene verificare anche la compatibilità di tensione.
La cucina giapponese è una delle più variegate e apprezzate al mondo. Oltre al classico sushi, al pregiato manzo Wagyu e alla cucina kaiseki, nessun buongustaio che si rispetti può perdersi le classiche specialità da street food come il ramen e lo yakitori. Il cibo kaiseki è forse il simbolo della cucina giapponese e viene servito nei (ristoranti tradizionali), i ryotei. Tuttavia, la gastronomia giapponese include anche una vasta scelta di piatti vegetariani, pietanze a base di pesce d’acqua dolce, sushi, eel, tempura, soba, udon, takoyaki, okonomiyaki, yakiniku e tanto altro ancora. Ogni regione ha le sue specialità e tradizioni culinarie tipiche del territorio. Da non perdere un calice di sakè locale ad accompagnare i sapori del territorio.
Si consiglia un abbigliamento pratico e comodo, adatto alle numerose visite e agli spostamenti a piedi. È preferibile scegliere scarpe facili da togliere, poiché in alcuni templi, abitazioni tradizionali e ristoranti può essere richiesto di entrare senza calzature; utile quindi avere con sé anche dei calzini. L’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione, con capi da indossare a strati, una felpa o giacca leggera e un antivento/impermeabile nei periodi più piovosi. Nei luoghi di culto è consigliato un abbigliamento rispettoso, evitando capi eccessivamente succinti.
Hiroshima è la città che il 6 agosto 1945 fu colpita dalla prima bomba atomica della storia e che ha saputo rinascere come città della pace: il parco, il museo e la cupola rimasta in piedi sono luoghi che parlano a tutti, senza retorica. A poca distanza, l’isola di Miyajima è considerata sacra da secoli e il suo santuario di Itsukushima, con il grande torii che sembra galleggiare sul mare, è una delle “tre vedute” più celebri del Giappone. Nel tour «Alla scoperta del Giappone Plus» le due mete si visitano nella stessa giornata, unendo la memoria del Novecento alla natura e alla spiritualità del Mare Interno.
Hiroshima gode del clima mite del Mare Interno di Seto. La primavera è il periodo più apprezzato: tra fine marzo e inizio aprile i ciliegi fioriscono nel parco della pace e lungo i fiumi. Giugno e luglio portano le piogge, mentre agosto è caldo e umido; il 6 agosto la città si raccoglie per la cerimonia della pace. L’autunno, da ottobre a novembre, è asciutto e luminoso e sull’isola gli aceri del parco Momijidani si tingono di rosso. L’inverno è freddo ma con poca neve. A Miyajima conviene informarsi sugli orari delle maree: con l’alta marea il torii è circondato dall’acqua, con la bassa lo si raggiunge a piedi.
Il piatto simbolo è l’okonomiyaki alla hiroshima, diverso da quello di Osaka: gli ingredienti non vengono mescolati ma disposti a strati, con una sottile crêpe, cavolo, noodles e uovo, cotti sulla piastra e conditi con salsa. La baia di Hiroshima è la prima produttrice di ostriche del Giappone e le si gustano crude, alla griglia o fritte, soprattutto in inverno. Nella zona di Miyajima è tipico l’anago meshi, riso coperto di anguilla di mare grigliata. Il dolce dell’isola è il momiji manju, un dolcetto a forma di foglia d’acero ripieno di marmellata di fagioli rossi o altre creme. La regione è nota anche per i limoni.
Hiroshima nacque nel 1589, quando il signore feudale Mori Terumoto fece costruire il castello sul delta del fiume Ota. Divenne un importante centro militare e portuale e per questo fu scelta come bersaglio: alle 8.15 del 6 agosto 1945 la bomba atomica distrusse la città e causò decine di migliaia di vittime. Ricostruita nel dopoguerra, Hiroshima è oggi impegnata nella promozione della pace nel mondo. Il santuario di Itsukushima prese la forma attuale nel 1168 per volere di Taira no Kiyomori; l’isola era ritenuta tanto sacra che per secoli vi furono proibiti nascite e sepolture. Curiosità: l’attuale torii risale al 1875 e regge sul fondale con il solo proprio peso.
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