Jebel Shams è un viaggio sulle montagne dell’Oman, tra canyon profondi, villaggi di terra cruda, terrazze coltivate e la vetta più alta del Paese. Con i viaggi a Jebel Shams di Utat puoi salire in 4×4 fino ai belvedere sul Wadi Ghul, il Grand Canyon d’Arabia, visitare le case antiche di Al Hamra e scoprire il villaggio di Misfat al Abriyeen tra i palmeti a terrazze. Dai tessitori di tappeti ai sentieri sul bordo del canyon, ogni tappa racconta un volto diverso dell’Oman. Un viaggio tra montagna, panorami, villaggi e tradizioni.
Jebel Shams, la Montagna del Sole, è la vetta più alta dell’Oman, con circa tremila metri di altitudine, nel cuore dei monti Hajar occidentali. Il suo lato più spettacolare è il Wadi Ghul, un canyon profondo circa mille metri chiamato il Grand Canyon d’Arabia, che si ammira dai belvedere raggiunti in 4x4 lungo una strada di montagna. Ai suoi piedi, Al Hamra conserva case in terra cruda di quattrocento anni e Misfat al Abriyeen è un villaggio di pietra con i palmeti a terrazze irrigati dal falaj. Nei tour Utat si visitano nello stesso giorno, prima di tornare a Muscat. Visitare Jebel Shams significa scoprire l’Oman verticale.
Jebel Shams è la parte più fresca dell’Oman: sui belvedere a oltre duemila metri le temperature sono inferiori di dieci-quindici gradi rispetto a Muscat, e in inverno, tra dicembre e febbraio, possono scendere vicino allo zero con qualche gelata; servono giacca e maglione anche quando in pianura fa caldo. Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, con giornate limpide e panorami nitidi sul canyon. In estate la montagna è la meta degli omaniti che fuggono il caldo, e la visita resta possibile. Le piogge, rare, possono rendere impraticabile la strada di montagna per qualche ora.
La cucina della montagna è quella dei villaggi dell’Hajar: pane cotto nel forno di terra, miele, noci, frutta delle terrazze come melagrane, albicocche e uva, e i datteri dei palmeti a valle. A Misfat al Abriyeen e Al Hamra le case tradizionali aperte ai visitatori offrono il caffè al cardamomo con i datteri e l’halwa, e in alcune si mangia il pranzo omanita seduti a terra, con riso, pollo e verdure. Nei pochi ristoranti lungo la strada si trovano piatti semplici di riso e carne alla griglia. Il tè con lo zafferano è la bevanda delle serate fredde in quota.
I monti Hajar sono abitati da secoli da comunità che hanno costruito villaggi sui pendii e terrazze coltivate irrigate dai falaj, i canali che portano l’acqua delle sorgenti fino agli orti. Al Hamra fu fondata nel Seicento dalla tribù degli Abriyin, gli stessi di Misfat al Abriyeen, e le sue case in terra cruda a tre piani, con i soffitti di palma, sono tra le meglio conservate del Paese. Il villaggio di Ghul e quello di As Sab, sul bordo del canyon, furono abbandonati nel Novecento quando gli abitanti scesero a valle. Curiosità: la cima vera di Jebel Shams è occupata da un’installazione militare, e i visitatori arrivano ai belvedere sotto la vetta.
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