Jerash è un viaggio nella Giordania romana, tra colonnati, templi, teatri e piazze di una città della Decapoli rimasta quasi intatta per duemila anni. Con i viaggi a Jerash di Utat puoi passare sotto l’Arco di Adriano, percorrere il Cardo tra le colonne e salire al Tempio di Artemide, e nello stesso giorno visitare il castello di Ajloun tra le colline. Dal Foro ovale al teatro sud, ogni tappa racconta un volto diverso della Giordania. Un viaggio tra archeologia, storia, panorami e antiche civiltà.
Jerash, l’antica Gerasa, sorge a meno di un’ora da Amman ed è considerata una delle città romane meglio conservate al mondo fuori dall’Italia: era una delle città della Decapoli, la lega di dieci città greco-romane dell’Oriente, e sotto Roma, tra il I e il III secolo, conobbe una grande prosperità. Le rovine si estendono per centinaia di metri con l’Arco di Adriano, l’ippodromo, il Foro ovale circondato da colonne, il Cardo, i templi di Zeus e di Artemide e due teatri. Nei tour Utat si visita nell’ultimo giorno, con il castello di Ajloun. Visitare Jerash significa camminare in una città romana ancora in piedi.
Jerash si trova sulle colline del nord della Giordania, a circa 600 metri, in una delle zone più verdi del Paese. I periodi migliori sono la primavera, da marzo a maggio, quando le rovine sono circondate dai fiori e dall’erba verde, e l’autunno, da settembre a novembre, con giornate miti e limpide. L’estate è calda, ma meno che nel sud, e la visita si fa al mattino; a luglio il festival porta concerti serali nei teatri. L’inverno è fresco e piovoso, con giornate fredde ma spesso soleggiate, e il sito è quasi deserto. Le colline di Ajloun sono ancora più fresche e boscose.
La regione di Jerash e Ajloun è la parte più fertile della Giordania, ricca di uliveti, vigne e frutteti: l’olio d’oliva del nord è considerato il migliore del Paese e accompagna pane, hummus e insalate. Nei ristoranti vicino al sito si mangia la cucina giordana tradizionale, con il mansaf, le grigliate di agnello e pollo, i mezze e il maqluba. Ad Ajloun sono tipici il miele, i dolci con le noci e i prodotti delle cooperative di donne dei villaggi. Il tè alla salvia e il caffè arabo chiudono il pasto, e in estate si trovano fichi, uva e melagrane dei frutteti della zona.
Gerasa fu fondata in epoca ellenistica e nel 63 a.C. entrò nella Decapoli, la lega delle città greco-romane dell’Oriente. Con la pace romana e i commerci con i Nabatei divenne ricca, e tra il I e il II secolo furono costruiti i grandi monumenti; nel 129 l’imperatore Adriano vi soggiornò e la città gli dedicò l’arco. In epoca bizantina fu sede vescovile con numerose chiese, poi il terremoto del 749 e le guerre la spopolarono, e la sabbia la conservò fino alla riscoperta nell’Ottocento. Il castello di Ajloun fu costruito nel 1184 da un generale di Saladino. Curiosità: nel teatro sud suona ogni giorno una banda di cornamuse, eredità dell’epoca britannica.
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