Firmato Utat Essenza del Kerala
11 Giorni / 9 Notti
Partenze disponibili: 2
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Il Kerala è un viaggio nell’India del Sud più verde, tra backwaters, piantagioni di tè e spezie, città coloniali e spiagge sull’Oceano Indiano. Con i viaggi in Kerala di Utat puoi navigare in houseboat sulle lagune di Alleppey, scoprire Fort Kochi con le reti da pesca cinesi e salire alle piantagioni di Munnar e Periyar. Dalle danze Kathakali ai villaggi sull’acqua, ogni tappa racconta un volto diverso dell’India. Un viaggio tra natura, tradizioni, sapori e relax.
Firmato Utat 11 Giorni / 9 Notti
Partenze disponibili: 2
9 Giorni / 8 Notti
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9 Giorni / 8 Notti
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Il Kerala è uno stato dell’India sud-occidentale, affacciato sulla costa del Malabar, e viene chiamato dagli indiani il paese di Dio. È un’India diversa da quella del Nord: verde, tranquilla, con villaggi tra le palme, lagune, piantagioni di tè e di spezie sulle colline dei Ghati Occidentali. Le backwaters, la rete di canali e laghi che si percorre in houseboat, sono l’immagine più celebre della regione. A Cochin si incontrano le tracce di portoghesi, olandesi e inglesi, mentre a Periyar e Munnar la natura è protagonista. Visitare il Kerala significa scoprire l’India più rilassata e ospitale.
Il periodo migliore per visitare il Kerala va da ottobre a marzo, con giornate calde ma non afose, cielo sereno e mare calmo, ideale per le backwaters e le spiagge. Il monsone di sud-ovest arriva a giugno e dura fino a settembre, con piogge abbondanti che rendono la regione ancora più verde: è il periodo tradizionale delle cure ayurvediche, ma meno adatto alle visite. Aprile e maggio sono i mesi più caldi e umidi. Sulle colline di Munnar e Periyar il clima è più fresco tutto l’anno. Ad agosto o settembre cade Onam, la grande festa del raccolto del Kerala.
La cucina del Kerala è dominata dal cocco, dal riso e dalle spezie coltivate sulle sue colline. Il pesce è protagonista lungo la costa, cotto al curry con tamarindo e cocco o alla griglia avvolto in foglie di banano. Da provare l’appam, una crêpe di riso fermentato servita con stufati, il puttu, un cilindro di riso e cocco cotto al vapore, e i dosa. Il sadya è il grande pranzo delle feste: una decina di preparazioni vegetariane servite su una foglia di banano. A Cochin la cucina porta le tracce delle comunità ebraica e portoghese. Il tè e le spezie si comprano direttamente nelle piantagioni.
Il Kerala fu per secoli il centro del commercio delle spezie: dal porto di Muziris e poi da Cochin partivano pepe, cardamomo e zenzero verso l’Arabia, Roma e la Cina. Nel 1498 Vasco da Gama sbarcò a Calicut, aprendo la via ai portoghesi, seguiti dagli olandesi e dagli inglesi. A Cochin convivono da secoli comunità cristiane, ebraiche, musulmane e indù, e la chiesa di San Francesco ospitò per anni la tomba di Vasco da Gama. Le reti da pesca cinesi di Fort Kochi, secondo la tradizione, furono introdotte dai mercanti della corte di Kublai Khan. Curiosità: il Kerala è lo stato indiano con il più alto tasso di alfabetizzazione.
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