Himachal Pradesh e Ladakh
14 Giorni / 13 Notti
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Il Ladakh è un viaggio nell’India dell’Himalaya, tra monasteri buddhisti arroccati, valli d’alta quota, laghi turchesi e villaggi di pietra e campi d’orzo. Con i viaggi in Ladakh di Utat puoi visitare i monasteri di Thiksey, Hemis e Alchi, scoprire Leh con il suo palazzo e le sue stupa e camminare tra i villaggi della valle di Markha. Dai passi d’alta quota ai gompa affacciati sull’Indo, ogni tappa racconta un volto diverso dell’India. Un viaggio tra montagne, spiritualità, silenzio e cultura tibetana.
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11 Giorni / 10 Notti
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13 Giorni / 12 Notti
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Il Ladakh è la regione più settentrionale dell’India, un altopiano d’alta quota chiuso tra le catene dell’Himalaya e del Karakorum, attraversato dal fiume Indo. Per cultura, lingua e religione è vicino al Tibet: i monasteri buddhisti, i gompa, sorgono su rupi e speroni sopra i villaggi, con le sale di preghiera dipinte, le statue dorate e i monaci che ancora vi vivono. Leh, la capitale, si trova a circa 3.500 metri ed è dominata dal palazzo reale. Intorno si aprono valli, passi e laghi tra i più alti del mondo, in un paesaggio quasi desertico. Visitare il Ladakh significa scoprire un’India lontana dai luoghi comuni, fatta di silenzio e montagne.
Il Ladakh si visita da giugno a settembre, quando le strade e i passi sono aperti e le giornate sono luminose, con temperature gradevoli di giorno e notti fredde. Tra luglio e agosto le piogge sono scarse, perché la regione resta al riparo del monsone, ma qualche acquazzone può interrompere le strade. Da ottobre il freddo aumenta e in inverno le temperature scendono molto sotto lo zero, con i collegamenti stradali chiusi e Leh raggiungibile solo in aereo. L’altitudine è il fattore da non sottovalutare: Leh è a circa 3.500 metri e i primi giorni servono per l’acclimatamento, con ritmi lenti, molta acqua e nessuno sforzo.
La cucina del Ladakh è semplice e vicina a quella tibetana, pensata per un clima freddo e un’altitudine elevata. Il piatto più diffuso è la thukpa, una zuppa di noodle con verdure o carne, insieme ai momo, i ravioli al vapore ripieni. Tipici della regione sono lo skyu, una pasta fatta a mano cotta con patate e verdure di montagna, e la chhutagi, una pasta a forma di farfalla in brodo. Si beve il tè al burro salato, chiamato gur gur cha, e la tsampa, farina d’orzo tostato, accompagna molti pasti. Il Ladakh è famoso per le albicocche, fresche o essiccate, e per il chang, la birra d’orzo dei villaggi.
Il Ladakh fu per secoli un regno indipendente lungo le vie carovaniere tra l’India, il Tibet e l’Asia centrale, e il buddhismo vi arrivò dal Kashmir e poi dal Tibet, lasciando monasteri come Alchi, tra i più antichi. La dinastia Namgyal, nel XVII secolo, costruì il palazzo di Leh e il monastero di Hemis. Nell’Ottocento la regione fu annessa dai Dogra del Jammu e Kashmir e con l’indipendenza dell’India entrò a far parte di quello stato; dal 2019 è un territorio dell’Unione amministrato direttamente da Delhi. Curiosità: il Ladakh è chiamato “la terra dei passi alti”, che è anche il significato del suo nome in tibetano.
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