Madaba e il Monte Nebo sono un viaggio nella Giordania biblica e bizantina, tra mosaici antichi, chiese, memoriali e panorami sulla valle del Giordano. Con i viaggi a Madaba e sul Monte Nebo di Utat puoi ammirare la Mappa di Terrasanta nella chiesa di San Giorgio, salire al memoriale di Mosè con la vista sul Mar Morto e visitare il castello crociato di Shobak lungo la Strada dei Re. Dai laboratori del mosaico alla Terra Promessa, ogni tappa racconta un volto diverso della Giordania. Un viaggio tra arte, fede, storia e paesaggi.
Madaba è una cittadina a mezz’ora da Amman, famosa in tutto il mondo per i mosaici bizantini: nella chiesa greco-ortodossa di San Giorgio il pavimento conserva la Mappa di Terrasanta del VI secolo, la più antica rappresentazione cartografica della regione, con Gerusalemme al centro. A pochi chilometri il Monte Nebo è il luogo da cui, secondo la Bibbia, Mosè vide la Terra Promessa prima di morire: dalla cima lo sguardo abbraccia il Mar Morto, la valle del Giordano e, nei giorni limpidi, Gerusalemme. Nei tour Utat si visitano nel giorno che porta ad Amman verso Petra, con il castello di Shobak. Visitarli significa toccare la Giordania della Bibbia.
Madaba e il Monte Nebo si visitano tutto l’anno, con i periodi migliori in primavera, da marzo a maggio, e in autunno, da settembre a novembre, quando le giornate sono limpide e miti. La vista dal Monte Nebo, a circa 800 metri di altitudine, dipende dalla trasparenza dell’aria: nelle giornate serene dopo la pioggia, soprattutto in inverno e in primavera, si distinguono il Mar Morto, Gerico e le colline di Gerusalemme, mentre d’estate la foschia limita l’orizzonte. L’inverno è fresco e piovoso, con qualche giornata di vento e, raramente, neve; l’estate è calda ma asciutta.
Madaba è nota per i suoi ristoranti tradizionali, spesso in case storiche, dove si assaggiano i piatti della cucina giordana: il mansaf con l’agnello e lo yogurt fermentato, il maqluba di riso rovesciato con pollo e verdure, e i mezze di hummus, baba ganoush, falafel e insalate. La città ha una grande comunità cristiana e i suoi ristoranti servono anche vino e arak. Da provare i dolci alle mandorle e il knafeh, e il caffè arabo al cardamomo. Lungo la Strada dei Re le soste offrono tè alla salvia, frutta secca e i prodotti dei villaggi.
Madaba è citata nella Bibbia come città moabita e fiorì in epoca bizantina, tra il V e il VII secolo, quando le sue chiese furono decorate con i mosaici che ancora si ammirano. Abbandonata dopo un terremoto nell’VIII secolo, fu ripopolata solo alla fine dell’Ottocento da famiglie cristiane venute da Kerak, che riscoprirono i mosaici scavando le fondamenta delle nuove case. La Mappa di Terrasanta fu ritrovata nel 1884 durante la costruzione della chiesa di San Giorgio. Sul Monte Nebo i francescani custodiscono dal 1933 il memoriale di Mosè. Curiosità: la mappa originale contava circa due milioni di tessere e raffigurava oltre 150 luoghi.
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