Fiera dei Cammelli di Pushkar
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Mandawa è un viaggio nel Rajasthan degli affreschi, tra haveli dipinte, cortili di mercanti, pozzi a gradini e villaggi ai margini del deserto. Con i viaggi a Mandawa di Utat puoi passeggiare tra le dimore affrescate dello Shekhawati, ammirare le facciate dipinte con divinità, treni e automobili e visitare il forte che domina il paese. Dai cortili dei mercanti marwari ai cenotafi dei nobili, ogni tappa racconta un volto diverso del Rajasthan. Un viaggio tra arte, storia, colori e memorie di carovane.
14 Giorni / 13 Notti
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7 Giorni / 6 Notti
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15 Giorni / 14 Notti
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10 Giorni / 8 Notti
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Mandawa è un piccolo centro dello Shekhawati, la regione del Rajasthan nord-orientale conosciuta per le haveli, le dimore dei mercanti decorate con affreschi su ogni parete. Tra il Settecento e i primi del Novecento i commercianti marwari, arricchiti con i traffici delle carovane e poi con gli affari a Calcutta e Bombay, fecero costruire qui case sontuose dipinte con scene religiose, ritratti di famiglia e, più tardi, treni, automobili e signori europei. Oggi molte haveli sono visitabili e alcune trasformate in alberghi. Mandawa è una tappa sulla strada tra Delhi e il Rajasthan del deserto, e visitarla significa scoprire una pagina poco conosciuta della storia dell’India.
Lo Shekhawati è una regione semidesertica, con un clima secco e forti differenze tra le stagioni. Il periodo migliore per visitare Mandawa va da ottobre a marzo, quando le giornate sono soleggiate e le temperature ideali per passeggiare tra le haveli; le sere e le prime ore del mattino possono essere fresche, soprattutto in dicembre e gennaio. Da aprile a giugno il caldo è intenso, con temperature che superano spesso i 40 gradi. Da luglio a settembre il monsone porta piogge scarse e irregolari, meno abbondanti che nel resto dell’India. La luce del tardo pomeriggio è la migliore per fotografare gli affreschi.
La cucina di Mandawa è quella del Rajasthan rurale, nata dalla scarsità d’acqua e dall’abbondanza di cereali, legumi e latticini. Il piatto principale è il dal baati churma, con le pagnotte cotte sulla brace, le lenticchie speziate e il dolce sbriciolato di grano e burro chiarificato. Molto diffusi i pani di miglio, il bajra roti, serviti con verdure e burro, e il ker sangri, un piatto di bacche e baccelli raccolti nel deserto. Da provare il gatte ki sabzi, gnocchi di farina di ceci in salsa di yogurt, e i dolci a base di latte. Gli hotel nelle haveli servono spesso cene tradizionali con musica e danze.
Lo Shekhawati prende il nome da Rao Shekha, un capo rajput del XV secolo, e Mandawa fu fondata nel Settecento dai suoi discendenti come avamposto commerciale lungo le vie carovaniere che collegavano i porti del Gujarat con Delhi e il nord. I mercanti locali, i marwari, si arricchirono con i commerci e nell’Ottocento si spostarono nelle grandi città dell’India britannica, ma continuarono a costruire nei villaggi d’origine case sempre più decorate, come segno di prestigio. Con il declino delle carovane le haveli furono abbandonate e in parte sono ancora in attesa di restauro. Curiosità: molte grandi famiglie industriali dell’India di oggi provengono proprio dallo Shekhawati.
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