Firmato Utat Tour Marocco – Firmato Utat
8 Giorni / 7 Notti
Partenze disponibili: 1
5 tour in catalogo, con date e prezzi per ogni partenza.
Meknes è la città del sultano Moulay Ismail, che la volle capitale: la porta Bab Mansour, il suo mausoleo, i granai immensi e le mura della medina. A pochi chilometri, tra gli ulivi, Volubilis conserva le colonne e i mosaici della città romana, e poco più in là sta Moulay Idriss, la città santa sulla collina. Si visita in giornata da Fez: la tappa più archeologica di un viaggio in Marocco.
Firmato Utat 8 Giorni / 7 Notti
Partenze disponibili: 1
11 Giorni / 10 Notti
Partenze disponibili: 1
10 Giorni / 9 Notti
Nuove date in arrivo
8 Giorni / 7 Notti
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8 Giorni / 7 Notti
Partenze disponibili: 1
Tutto quello che devi sapere prima di preparare le valigie.
È richiesto il passaporto con almeno 6 mesi di validità dopo la data di ingresso. Attualmente il passaporto è l’unico documento valido per l’ingresso al paese.
I cittadini italiani che visitano il Paese per motivi turistici non necessitano del visto per un soggiorno della durata massima di tre mesi; all’arrivo in Marocco viene apposto sul passaporto un timbro valido 90 giorni. I minori devono essere in possesso di proprio passaporto oppure essere iscritti in quello dei genitori. Ricordiamo che la mancata partenza per documento non in regola comporta la perdita totale della quota.
Per entrare in Marocco non è necessaria alcuna vaccinazione. Il Marocco è uno dei paesi africani che presenta il minor numero di pericoli per la salute. È sempre consigliabile consumare acqua e bibite non ghiacciate e solo da contenitori sigillati, non mangiare verdura cruda, insaccati locali, frutti di mare crudi, latte non pastorizzato e frutta senza buccia. È buona norma partire muniti di disinfettanti intestinali, compresse antinfluenzali ed antibiotici. Nelle principali città si trovano medici di buon livello professionale. Le farmacie sono numerose e generalmente ben fornite. Il servizio ambulanza, per contro, è carente.
Il Marocco è considerato “il più fresco tra i paesi più caldi”.
Lungo le coste il clima è di tipo temperato con temperature estive non molto elevate ed inverni miti. Il periodo che va da Novembre a Febbraio è quello in cui si concentra la maggior parte delle precipitazioni.
I mesi freddi sono assai poco africani; in particolare nelle aree più elevate l’inverno può presentare caratteristiche da clima freddo. In estate in montagna fa caldo di giorno e fresco di notte. Nel deserto le temperature sono spesso molto basse durante le ore notturne. In inverno, nella zona delle montagne dell’Atlante, le nevicate sono abbondanti.
La primavera è il periodo ideale per recarsi in queste zone anche se ci possono essere delle leggere piogge. I mesi preferiti per visitare le pianure sono quelli compresi tra ottobre e aprile, ossia i più freschi; in questo periodo durante il giorno la temperatura è piacevolmente tiepida o calda (intorno ai 30°C) e di notte fresca (intorno ai 15°C).
La moneta nazionale è il dirham. Un Euro vale circa 11,27 dirham.
Per cambiare valuta è necessario rivolgersi alle banche o agli uffici di cambio autorizzati. È illegale cambiare il denaro per strada.
Le carte di credito sono accettate nei grandi alberghi, ristoranti, negozi e spesso persino nei souk. È vietato uscire dal Marocco con Dirham: alla fine del soggiorno in Marocco si possono convertire in Euro o altra valuta straniera solo i Dirham acquistati in precedenza presentando le relative ricevute.
– 1 ora rispetto all’Italia
– 2 ore quando in Italia vige l’ora legale.
Il voltaggio più diffuso è 220 v, anche se in alcune zone c’è ancora la corrente a 110 v. Spesso le prese hanno solo due buchi, mancando quello di messa a terra: prestate quindi attenzione quando usate gli apparecchi elettrici. Non è necessario l’adattatore.
Per chiamare il Marocco dall’Italia: 00212, seguito dal prefisso di zona senza lo zero iniziale e dal numero locale.
Per telefonare dal Marocco in Italia: 0039, seguito dal prefisso della località con lo zero iniziale e dal numero desiderato. L’importazione temporanea di telefoni cellulari e l’utilizzo di telefoni mobili è autorizzata. Il Marocco fa parte del circuito GSM. La copertura è quasi integrale per i tre operatori di telefonia mobile Maroc Télécom, Meditel e Inwi. Nelle zone montane e desertiche Maroc Télécom garantisce una migliore copertura.
La lingua ufficiale è l’arabo e l’amazigh (berbero). Diffuso il francese, mentre lo spagnolo e l’italiano hanno una conoscenza discreta; meno usato l’inglese. L’arabo parlato dai marocchini (darija) è molto diverso da quello parlato nel Medio Oriente.
La popolazione è in maggior parte mussulamana, ma sono presenti anche comunità cristiane ed ebraiche. L’islam tradizionale nordafricano presenta alcune caratteristiche particolari quali il culto dei marabutti e dei sidi, le cui tombe sono spesso oggetto di pellegrinaggio. Sebbene il re sia considerato discendente del Profeta e Comandante dei credenti, la legislazione è abbastanza laica con un codice di famiglia riformato nel 2004 che tutela le donne in modo notevole rispetto agli altri paese mussulmani. L’uso degli alcoolici, sebbene vietato dalla legge coranica, non è punito dalla legge marocchina.
La popolazione marocchina è composta principalmente da due gruppi etnici: Berberi, autoctoni e maggioritari, Arabi di origine esterna; è inoltre presente una minoranza ebraica considerata la più numerosa del mondo arabo.
Il piatto nazionale è il “couscous”, semola finemente macinata e cotta solitamente accompagnata da uno stufato di agnello e verdure. Un altro piatto molto diffuso è la “tajine”, ottimo stufato di carne e verdure aromatizzato con erbe e spezie, con innumerevoli varianti, cotto in una padella bassa di terracotta con un pesante coperchio conico. Una specialità berbera è lo “m’choui”, un agnello intero arrostito in grandi forni di terra, costruiti in spazi aperti e condito con zafferano e peperoncino, spesso cucinato in occasione delle feste. Il miglior piatto marocchino è forse la pastilla (“bastaila” in arabo): si tratta di un miscuglio composto da carne di piccione, uova aromatizzate al limone, mandorle, cannella, zafferano e zucchero, il tutto racchiuso in diversi strati di una sfoglia detta ouarka. Lungo la costa si trova buon pesce fresco: sardine, sogliole, spigole, gamberi, calamari, ostriche, cozze e talvolta aragoste. Il pane è alimento base: condito con l’olio di oliva, accompagnata dal tè alla menta dolce e caldo, inzuppato nell’olio di argan o di mandorla, oppure nelle case berbere talvolta servito insieme a una ciotola di olio e miele. Due dolci famosi sono le “kaab el ghzal” (corna di gazzella), paste a forma di mezzaluna farcite con una delicata pasta di mandorle e coperte di glassa di zucchero, e le m’hancha (spire di serpente), paste piatte e rotonde cotte in forno, farcite con mandorle e coperte di glassa e cannella. La bevanda nazionale del Marocco è il tè alla menta (“atay” in arabo), preparato con tè verde cinese, rametti di menta fresca (“nanaa”) e molto zucchero.
L’artigianato è un elemento fondamentale della cultura marocchina. Le maroquinerie (articoli in pelle) erano molto apprezzate dai mercanti già nel XVI secolo. Importanti anche la produzione dei tappeti, delle ceramiche, dei gioielli, degli oggetti in rame e ottone e la lavorazione del legno. Trattare sul prezzo di un acquisto, oltre che un’abitudine, è un piacere.
Abbigliamento comodo, più formale per il soggiorno negli hotels. Maglia pesante per la sera. Se è previsto un soggiorno in zone di montagna o il pernottamento nel deserto dove fortissima può essere l’escursione termica l’abbigliamento deve essere adeguato. Da non dimenticare: costume da bagno, occhiali da sole, creme solari, farmacia da viaggio. ll Marocco è un paese musulmano e quindi è bene prestare attenzione all’abbigliamento soprattutto nelle zone non altamente turistiche (evitare vestiti succinti e scollati per le donne, per gli uomini pantaloni corti).
Le mance in Marocco sono una vera e propria istituzione: consigliamo di avere sempre degli spiccioli a portata di mano per qualsiasi servizio ricevuto. Secondo il credo mussulmano aiutare i bisognosi è un obbligo e spesso, le famiglie meno abbienti, vivono anche di queste entrate.
Meknes è la più giovane delle quattro città imperiali del Marocco: alla fine del Seicento il sultano Moulay Ismail ne fece la sua capitale e la circondò di mura, porte monumentali, palazzi e immensi granai. La medina è Patrimonio Unesco dal 1996. A una trentina di chilometri, Volubilis è la città romana meglio conservata del Paese, anch’essa Patrimonio Unesco, con i mosaici ancora al loro posto nelle case, l’arco di Caracalla e la basilica. Nei tour si visitano nello stesso giorno, tra Casablanca e Fez, insieme alla città santa di Moulay Idriss. Visitarle significa leggere due millenni di storia del Marocco.
Meknes e Volubilis si trovano nell’entroterra, ai piedi del Medio Atlante, con un clima continentale: i periodi migliori sono la primavera, da marzo a maggio, quando la campagna intorno a Volubilis è verde e fiorita, e l’autunno, da settembre a novembre. In estate le giornate sono molto calde e la visita del sito archeologico, senza ombra, conviene farla al mattino. L’inverno è fresco e piovoso, con qualche giornata fredda, ma i monumenti si visitano tranquillamente. Sono tappe che si fanno tutto l’anno lungo la strada tra Casablanca, Rabat e Fez.
Meknes è al centro di una delle regioni agricole più ricche del Marocco, famosa per le olive, l’olio e i vigneti: nei ristoranti si trovano i piatti classici del Paese preparati con prodotti locali, dal tajine di agnello con prugne al couscous del venerdì, dalla pastilla di pollo e mandorle alle insalate cotte. Nella piazza el-Hedim si assaggiano le olive marinate in decine di varianti e i dolci al miele. A Moulay Idriss sono tipici i nougat e i dolci di sesamo venduti lungo la salita al mausoleo. Il tè alla menta accompagna ogni sosta.
Volubilis fu una città importante della provincia romana della Mauretania Tingitana tra il I e il III secolo, prospera grazie all’olio d’oliva; abbandonata dai romani, restò abitata fino al Medioevo, quando fu in parte spogliata per costruire Meknes. Nel 788 Idris I, discendente del Profeta, vi trovò rifugio e fondò la dinastia idriside: la sua tomba è a Moulay Idriss. Meknes divenne capitale con Moulay Ismail, che regnò dal 1672 al 1727 e la volle grandiosa quanto la Versailles del suo contemporaneo Luigi XIV. Curiosità: molte colonne di Volubilis furono trasportate proprio a Meknes per i palazzi del sultano.
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