Petra è un viaggio nella città dei Nabatei, tra gole di roccia rosa, facciate scolpite nella montagna, tombe reali e sentieri che salgono ai santuari. Con i viaggi a Petra di Utat puoi attraversare il Siq fino al Tesoro, camminare lungo la Strada delle Facciate e il Cardo romano e scoprire la Piccola Petra, con le sue case scavate nella pietra. Dal teatro alle Tombe Reali, ogni tappa racconta un volto diverso della Giordania. Un viaggio tra archeologia, storia, natura e meraviglia.
Petra è la città che i Nabatei, un popolo di mercanti arabi, scavarono nella roccia rosa di una valle nascosta della Giordania meridionale, facendone la loro capitale a partire dal IV secolo a.C. Si entra attraverso il Siq, una gola stretta lunga oltre un chilometro, e all’uscita appare il Tesoro, la facciata più celebre del mondo antico. Oltre si aprono tombe monumentali, un teatro, una strada colonnata e centinaia di sentieri. Patrimonio Unesco dal 1985 e tra le nuove sette meraviglie del mondo dal 2007, nei tour Utat ha una giornata intera più la Piccola Petra. Visitarla significa vedere un luogo che non somiglia a nessun altro.
I periodi migliori per visitare Petra sono la primavera, da marzo a maggio, e l’autunno, da settembre a novembre, con giornate soleggiate e temperature tra i 20 e i 28 gradi, ideali per le lunghe camminate tra le rocce. L’estate è molto calda, con oltre 35 gradi nelle ore centrali e poca ombra: si visita presto al mattino. L’inverno è freddo, con giornate anche sotto i 10 gradi e qualche pioggia; a volte nevica, e in caso di forti piogge il Siq può essere chiuso per il rischio di piene. Il sito richiede in ogni stagione scarpe comode, acqua e cappello.
A Wadi Musa, il paese alle porte di Petra, si mangia la cucina della Giordania: il mansaf, il piatto nazionale, con l’agnello cotto nello yogurt fermentato e servito su riso e pane, il maqluba, riso e verdure con pollo o carne rovesciati dalla pentola, e i mezze di hummus, baba ganoush e falafel. Da provare lo zarb, la cottura beduina in cui carne e verdure cuociono sotto la sabbia in un forno interrato, proposta da molti ristoranti della zona. Il tè alla salvia e alla menta accompagna ogni pasto, e il knafeh, il dolce di formaggio e pasta di semola con lo sciroppo, chiude la cena.
I Nabatei, carovanieri che controllavano le vie dell’incenso e delle spezie tra l’Arabia e il Mediterraneo, fecero di Petra la loro capitale intorno al IV secolo a.C. e la resero ricca e monumentale, con un sistema idraulico che portava l’acqua in tutta la valle. Nel 106 d.C. il regno fu annesso da Roma, e la città continuò a vivere fino ai terremoti del IV e VI secolo e allo spostamento delle rotte commerciali. Dimenticata dall’Occidente per secoli, fu riscoperta nel 1812 dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt. Curiosità: il Tesoro deve il nome alla leggenda beduina di un tesoro nascosto nell’urna sulla facciata, che porta i segni dei colpi sparati per romperla.
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