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Destinazione

Sidi Bou Said

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Tour e Viaggi organizzati Sidi Bou Said

Sidi Bou Said è il villaggio bianco e blu sul golfo di Tunisi: case bianche, porte e persiane blu, bouganville e terrazze affacciate sul mare. Si passeggia nelle stradine in salita, ci si siede al Café des Nattes e si guarda il porticciolo dall’alto; le rovine di Cartagine sono a pochi minuti. La passeggiata di fine giornata, e il luogo più fotografato della Tunisia.

Tour Tunisia – Firmato Utat

Informazioni utili

Nazione
Tunisia
Lingua
Arabo; molto diffuso anche il Francese
Valuta
Dinaro tunisino (TND)
Fuso orario
orario: stessa ora dell'Italia in inverno e -1 ora durante l'ora legale italiana
Documenti
Passaporto in corso di validità e requisiti di ingresso secondo la normativa vigente

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Viaggi Firmati Utat Sidi Bou Said

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I cittadini italiani devono essere in possesso di passaporto con validità residua di almeno 3 mesi. La carta d’identità non è più accettata come documento valido per l’ingresso nel Paese. I cittadini italiani che si recano in Tunisia per motivi turistici non necessitano del visto per soggiorni fino a 90 giorni. I minori devono essere muniti di un proprio documento di viaggio valido per l’espatrio. Ricordiamo che la mancata partenza per documento non in regola comporta la perdita totale della quota.

Domande frequenti

Perché visitare Sidi Bou Said ▾

Sidi Bou Said è un villaggio arroccato su una collina a pochi chilometri da Tunisi e da Cartagine, celebre in tutto il mondo per le case bianche con porte, finestre e grate dipinte di blu. Le stradine lastricate salgono tra bouganville e gelsomini fino alle terrazze con vista sul golfo. Il villaggio prende il nome da un santo sufi del XIII secolo che vi si ritirò, e nel Novecento è diventato un rifugio di artisti e scrittori. Nei tour si visita nello stesso giorno di Cartagine e del Museo del Bardo. Visitare Sidi Bou Said significa vedere la cartolina più famosa della Tunisia.

Cosa vedere a Sidi Bou Said ▾
  • La via principale: la salita tra case bianche e blu, botteghe di artigianato e venditori di bambalouni, fino alla cima del villaggio.
  • Café des Nattes: lo storico caffè con le stuoie e la scala all’ingresso, frequentato da scrittori e pittori del Novecento.
  • Le terrazze sul golfo: i belvedere e il Café des Délices, con la vista sul mare, sul porticciolo e sulle colline di Cartagine.
  • Palazzo Ennejma Ezzahra: la residenza del barone d’Erlanger, oggi museo e centro delle musiche arabe e mediterranee.
  • Dar el-Annabi: una casa tradizionale del Settecento aperta ai visitatori, con i cortili e le stanze arredate.
  • Il porticciolo: la piccola marina ai piedi della collina, con le barche e i ristoranti di pesce.
  • Cartagine: a due passi, le Terme di Antonino, la collina di Byrsa e i porti punici, visitati nello stesso giorno.
Quando andare a Sidi Bou Said ▾

Sidi Bou Said ha il clima mediterraneo della costa tunisina: si visita bene tutto l’anno, ma i periodi migliori sono la primavera, da marzo a giugno, e l’autunno, da settembre a novembre, con giornate luminose e temperature miti, ideali per salire a piedi tra le stradine. In estate il caldo è intenso nelle ore centrali e il villaggio si riempie di visitatori, ma la brezza del mare aiuta e le serate sono piacevoli. L’inverno è mite, con qualche giornata di pioggia e di vento, e il vantaggio di trovare i vicoli quasi vuoti.

Cosa mangiare a Sidi Bou Said ▾

La specialità del villaggio sono i bambalouni, grandi frittelle di pasta lievitata cosparse di zucchero, preparate al momento nei chioschi lungo la salita. Nei caffè storici si beve il tè alla menta con i pinoli, servito nei bicchierini di vetro, accompagnato dai dolci alle mandorle. Nei ristoranti si trova la cucina tunisina della costa: il brik, la sfoglia sottile ripiena di uovo e tonno, il couscous di pesce, la salsa piccante harissa e le insalate mechouia di peperoni grigliati. Al porticciolo e a La Marsa, poco distante, i ristoranti servono il pesce del golfo.

Storia e curiosità di Sidi Bou Said ▾

Il villaggio prende il nome da Abu Said al-Baji, un maestro sufi che vi si stabilì nel XIII secolo e la cui tomba è ancora meta di devozione. A lungo fu un luogo di ritiro spirituale e di ville estive dei notabili di Tunisi. Nel 1915 il barone francese Rodolphe d’Erlanger, pittore e studioso di musica araba che vi aveva costruito il palazzo Ennejma Ezzahra, ottenne un decreto che imponeva il bianco e il blu a tutte le case: da allora il villaggio ha l’aspetto che conosciamo. Curiosità: nel 1914 Paul Klee, August Macke e Louis Moilliet soggiornarono qui, e la luce di Sidi Bou Said segnò la pittura di Klee.

Eventi e tradizioni di Sidi Bou Said ▾
  • Kharja di Sidi Bou Said (estate): la processione in onore del santo del villaggio, con canti, bandiere e musica sufi per le strade.
  • Concerti a Ennejma Ezzahra (tutto l’anno): il palazzo ospita concerti e mostre di musica araba e mediterranea.
  • Il tè alla menta con i pinoli (tutto l’anno): il rito quotidiano nei caffè del villaggio, al tramonto, con vista sul golfo.
  • Le gabbie per uccelli (tutto l’anno): le tipiche gabbie bianche in legno e ferro, artigianato simbolo di Sidi Bou Said.
  • Le porte decorate (tutto l’anno): le porte blu con i chiodi neri a motivi tradizionali, ognuna diversa, sono la firma del villaggio.

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