Sulla Via della Seta
7 Giorni / 6 Notti
Partenze disponibili: 1
1 tour in catalogo, con date e prezzi per ogni partenza.
Tashkent è un viaggio nell’Uzbekistan di oggi e di ieri, tra madrase, moschee, bazar, viali alberati e una metropolitana dalle stazioni decorate. Con i viaggi a Tashkent di Utat puoi visitare il complesso Khast-Imam con il Corano di Osman, passeggiare tra i banchi del bazar Chorsu e scoprire la madrasa Kukeldash. Dalla piazza Amir Timur ai mausolei della città vecchia, ogni tappa racconta un volto diverso dell’Uzbekistan. Un viaggio tra storia, fede, sapori e architettura sovietica.
7 Giorni / 6 Notti
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Tashkent è la capitale dell’Uzbekistan e la città più popolosa dell’Asia centrale, il punto di arrivo naturale per chi parte alla scoperta della Via della Seta. Il suo nome significa “città di pietra”, ma il volto attuale è quello di una capitale verde, con larghi viali, fontane e una metropolitana dalle stazioni decorate come sale da ballo. Il terremoto del 1966 distrusse gran parte del centro e la ricostruzione sovietica le diede l’aspetto moderno; sopravvivono però la città vecchia, con il complesso religioso Khast-Imam, le madrase e il bazar Chorsu. Nel tour «Sulla Via della Seta» Tashkent è la prima tappa del viaggio.
Tashkent ha un clima continentale, con estati molto calde e inverni freddi. I periodi migliori sono la primavera, da aprile a maggio, quando la città è verde e le temperature sono miti, e l’autunno, da settembre a ottobre, con cieli limpidi e i bazar pieni di uva, meloni e melagrane. Luglio e agosto sono i mesi più caldi, con temperature che superano spesso i 35 gradi e possono avvicinarsi ai 40: le visite si concentrano al mattino. L’inverno, da dicembre a febbraio, porta temperature intorno allo zero e qualche nevicata. Il 21 marzo la città festeggia il Navruz, il capodanno di primavera.
Il piatto nazionale è il plov, riso cotto con carne, carote, cipolle e spezie in grandi calderoni: a Tashkent esiste il Centro del Plov, dove a mezzogiorno se ne preparano quantità enormi, e la tradizione è riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale. Dai forni di strada escono le samsa, fagottini di pasta ripieni di carne o zucca cotti nel tandoor, e il non, il pane rotondo decorato con timbri che accompagna ogni pasto. Da provare anche gli spiedini shashlik, il lagman, noodles tirati a mano in brodo con verdure, i manti al vapore e la shurpa, zuppa di carne. Tutto si accompagna con tè verde e frutta secca.
La città esisteva già in età antica con il nome di Chach e fu per secoli un crocevia di carovane sulla Via della Seta, conteso da arabi, turchi e mongoli. Nel 1865 fu conquistata dall’impero russo, che ne fece il centro del Turkestan, e nel 1930 divenne capitale della Repubblica socialista uzbeka. Il 26 aprile 1966 un violento terremoto distrusse gran parte della città: la ricostruzione, con l’aiuto di tutte le repubbliche sovietiche, produsse i grandi viali e i palazzi che si vedono oggi. Dal 1991 è la capitale dell’Uzbekistan indipendente. Curiosità: fotografare le stazioni della metropolitana è stato vietato fino al 2018, perché considerate strutture strategiche.
I nostri consulenti conoscono questi viaggi uno per uno.
848 46 60 00Lun–Ven 9.30–19.00 · Sabato 9.30–12.30 e 15.00–18.00