California d’Autore e Parchi
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6 tour in catalogo, con date e prezzi per ogni partenza.
La Route 66 è un viaggio nell’America della strada, tra motel con le insegne al neon, diner, praterie, deserti e cittadine che vivono ancora della strada madre. Con i viaggi sulla Route 66 di Utat puoi attraversare l’Oklahoma da Tulsa a Oklahoma City, vedere le Cadillac piantate nel terreno ad Amarillo, scoprire Albuquerque e Santa Fe e fermarti a Flagstaff, Williams e Seligman. Dal Texas all’Arizona, ogni tappa racconta un volto diverso degli Stati Uniti. Un viaggio tra nostalgia, orizzonti, cultura popolare e libertà.
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La Route 66 fu aperta nel 1926 per collegare Chicago a Los Angeles attraverso otto Stati, quasi quattromila chilometri di strada che portarono verso l’Ovest i contadini in fuga dalla siccità degli anni Trenta e le famiglie in vacanza. Steinbeck la chiamò la strada madre, una canzone la rese famosa nel mondo e la televisione ne fece un mito. Sostituita dalle autostrade e cancellata ufficialmente nel 1985, sopravvive in lunghi tratti e nelle cittadine che l’hanno riscoperta: a Seligman, in Arizona, è nato il movimento per salvarla. Nei tour la si percorre dall’Oklahoma all’Arizona e nei tratti del Sud-Ovest. Percorrerla significa viaggiare nell’America di un tempo.
La Route 66 attraversa climi molto diversi, dalle praterie dell’Oklahoma ai deserti dell’Arizona. I periodi migliori sono la primavera, da aprile a maggio, e l’autunno, da settembre a ottobre, con temperature gradevoli lungo tutto il percorso e cieli limpidi nel Sud-Ovest. L’estate è calda ovunque e molto calda nei deserti dell’Arizona e della California, con temperature oltre i 40 gradi nel deserto del Mojave, mentre in Oklahoma e Texas i temporali possono essere violenti tra maggio e giugno. L’inverno è freddo sugli altipiani di Santa Fe e Flagstaff, a oltre 2.000 metri, dove la neve non è rara, e mite nel deserto. Ad ottobre Albuquerque si riempie di mongolfiere.
La cucina della Route 66 è quella dei diner: hamburger, patatine, milkshake, pancake e torte di mele o di noci pecan servite al bancone. Ma ogni Stato aggiunge i suoi piatti. In Oklahoma è il chicken-fried steak, la bistecca impanata e fritta con la salsa di panna, e il barbecue; in Texas le bistecche giganti di Amarillo e il chili; nel Nuovo Messico il peperoncino verde e rosso di Hatch, che condisce enchiladas, burritos e stufati, con le sopaipillas, le frittelle soffiate con il miele; in Arizona il fry bread e i tacos Navajo. I motel storici servono ancora la colazione americana.
La Route 66 fu istituita nel 1926. Negli anni Trenta fu la via di fuga delle famiglie dell’Oklahoma colpite dalle tempeste di polvere, che Steinbeck raccontò in Furore, chiamandola la strada madre. Nel dopoguerra divenne la strada delle vacanze verso la California, e nel 1946 la canzone di Bobby Troup invitò a prendersi le proprie soddisfazioni sulla Route 66. Le autostrade interstatali la sostituirono tratto dopo tratto, fino alla cancellazione ufficiale del 1985; nel 1987 il barbiere di Seligman Angel Delgadillo fondò la prima associazione per la sua rinascita. Curiosità: fino al 1937 la strada passava per Santa Fe, poi il tracciato fu raddrizzato attraverso Albuquerque.
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