California d’Autore e Parchi
11 Giorni / 10 Notti
Partenze disponibili: 5
6 tour in catalogo, con date e prezzi per ogni partenza.
La Route 66 è la strada madre, da Chicago a Santa Monica: motel con le insegne al neon, diner, praterie, deserti e cittadine che vivono ancora della strada. Si attraversa l’Oklahoma da Tulsa a Oklahoma City, si vedono le Cadillac piantate nel terreno ad Amarillo, si scoprono Albuquerque e Santa Fe e ci si ferma a Flagstaff, Williams e Seligman. Dal Texas all’Arizona, l’America della nostalgia e degli orizzonti.
11 Giorni / 10 Notti
Partenze disponibili: 5
8 Giorni / 7 Notti
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15 Giorni / 14 Notti
Partenze giornaliere
16 Giorni / 15 Notti
Partenze giornaliere
16 Giorni / 15 Notti
Partenze giornaliere
13 Giorni / 12 Notti
Partenze giornaliere
Tutto quello che devi sapere prima di preparare le valigie.
I cittadini italiani devono essere in possesso di passaporto biometrico-elettronico, dotato di microchip, necessario per richiedere l’autorizzazione ESTA, la procedura online che consente di ottenere l’autorizzazione al viaggio negli Stati Uniti nell’ambito del programma di ingresso senza visto. NB: I viaggiatori che non dispongono di un passaporto biometrico-elettronico idoneo all’ESTA dovranno richiedere il visto presso il consolato Usa prima della partenza.
Dal 26 giugno 2012 tutti i minori possono viaggiare esclusivamente con un documento di viaggio individuale. Al contempo i passaporti dei genitori con iscrizioni di figli minori rimangono validi per il solo titolare fino alla naturale scadenza. Anche i minori possono beneficiare del “Visa Waiver Program” (Programma di viaggio in esenzione di Visto), solo se in possesso di passaporto individuale biometrico-elettronico. Il costo dell’ESTA e di 40 USD.
I cittadini italiani che hanno effettuato viaggi dopo il 2011 in Siria, Iran, Yemen, Iraq, Libia, Sudan e Somalia non possono usufruire dell’ESTA di conseguenza devono necessariamente fare richiesta di visto all’Ambasciata. NB: Cuba, è stata inserita fra i paesi sponsor di terrorismo, (a far data dal 12 Gennaio 2021) i cittadini italiani che abbiano visitato Cuba dopo quella data devono pertanto richiedere il visto e non possono fare ingresso negli Stati Uniti con l’ESTA. https://help.cbp.gov/s/questions.
Le nuove procedure di richiesta dell’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) per l’ingresso negli Stati Uniti sono consultabili al seguente link: ESTA IMPORTANTE TRAVEL ALERT
Negli Stati Uniti ha corso legale il Dollaro Americano.
Le carte di debito internazionali dei circuiti Visa e Mastercard funzionano perfettamente e sono accettate ovunque per le spese di tutti i giorni (negozi, ristoranti, taxi e attrazioni).
La carta di credito tradizionale è consigliata per il noleggio auto e il check-in in hotel: queste strutture richiedono un deposito a garanzia (cauzione) e, sebbene alcune accettino anche le carte di debito, l'uso di queste ultime può comportare il blocco immediato di somme elevate sul conto corrente o la richiesta di requisiti extra (come il biglietto aereo di ritorno).
Le carte prepagate o ricaricabili non sono invece accettate per le cauzioni.
Data la vastità del territorio il clima varia molto da zona a zona:
Sulla Costa Nord-Atlantica ci sono inverni rigidi con venti da nord e non sono rare le precipitazioni nevose. La primavera è temperata, l’estate è caratterizzata da un clima caldo-afoso e l’autunno è limpido, con un clima assai gradevole.
Gli Stati del Sud, soprattutto quelli che si affacciano sul Golfo del Messico, godono di inverni miti, con temperature spesso al di sopra dei 15° che in estate superano i 35°. Nelle regioni centrali si riscontra un clima tipicamente continentale caratterizzato da inverni freddi ed estati calde.
Il Sud-Ovest ha invece un clima pseudo-desertico, mentre troviamo climi ancora diversi lungo la costa pacifica, per esempio in California, dove le temperature sono miti tutto l’anno.
Dall’Italia verso gli Stati Uniti 001 + prefisso + numero utente. Dagli Stati Uniti verso l’Italia 01139 + prefisso + numero utente.
L’origine della cucina americana è da ricercarsi nella coesistenza e nell’interazione di tradizioni e usanze culinarie ereditate dai flussi migratori avvenuti nei secoli. Da questo intreccio di sapori e culture la cucina americana emerge a testa alta e con una propria precisa personalità, sostenuta dalla filosofia Buy local eat local e da una serie di eccellenze e produzioni locali di cui oggi esiste consapevolezza ed orgoglio.
Ecco qualche suggerimento: L’aragosta del Maine; I formaggi del Vermont; Il mirtillo rosso del Massachusetts; Le birre del Colorado; I vini della California; Il pane di mais, i pomodori verdi fritti, il Gumbo e i gamberi degli Stati del Sud; Il crab-cake del Maryland; La Key Lime Pie della Florida; La cheesecake di New York; La zuppa di vongole del New England.
Oltre ai ristoranti, tenete d’occhio i “food-trucks” presenti ormai in tutte le città, che oggi hanno illustri estimatori e programmi televisivi dedicati, ed offrono una cucina eccellente e varia a prezzi davvero interessanti.
Visto la grande varietà climatica degli Stati Uniti, l’abbigliamento deve essere scelto in base alla stagione e alle zone visitate. In generale sono consigliati abiti comodi e pratici, scarpe adatte alle lunghe camminate e capi da indossare a strati. Da non dimenticare una felpa o una giacca leggera, soprattutto per l’aria condizionata spesso molto forte negli hotels, ristoranti e mezzi di trasporto. Per i tour nei parchi e nelle zone desertiche sono utili cappello, occhiali da sole e crema solare, mentre per le località più fredde o di montagna è opportuno prevedere un capo più pesante e un antivento/impermeabile.
Lo shopping negli Stati Uniti offre una vastissima scelta, dai grandi marchi internazionali ai prodotti tipici delle diverse regioni. Molto apprezzati abbigliamento e calzature sportive, jeans, articoli di elettronica, cosmetici e prodotti legati alle squadre sportive e alle università americane. Negli outlet si possono trovare numerose occasioni, soprattutto per i marchi di moda. Interessanti anche i souvenir locali, l’artigianato dei Nativi Americani nelle regioni del Sud-Ovest e i prodotti gastronomici tipici. È bene ricordare che i prezzi esposti nei negozi sono generalmente al netto delle tasse, che vengono aggiunte al momento del pagamento.
La Route 66 fu aperta nel 1926 per collegare Chicago a Los Angeles attraverso otto Stati, quasi quattromila chilometri di strada che portarono verso l’Ovest i contadini in fuga dalla siccità degli anni Trenta e le famiglie in vacanza. Steinbeck la chiamò la strada madre, una canzone la rese famosa nel mondo e la televisione ne fece un mito. Sostituita dalle autostrade e cancellata ufficialmente nel 1985, sopravvive in lunghi tratti e nelle cittadine che l’hanno riscoperta: a Seligman, in Arizona, è nato il movimento per salvarla. Nei tour la si percorre dall’Oklahoma all’Arizona e nei tratti del Sud-Ovest. Percorrerla significa viaggiare nell’America di un tempo.
La Route 66 attraversa climi molto diversi, dalle praterie dell’Oklahoma ai deserti dell’Arizona. I periodi migliori sono la primavera, da aprile a maggio, e l’autunno, da settembre a ottobre, con temperature gradevoli lungo tutto il percorso e cieli limpidi nel Sud-Ovest. L’estate è calda ovunque e molto calda nei deserti dell’Arizona e della California, con temperature oltre i 40 gradi nel deserto del Mojave, mentre in Oklahoma e Texas i temporali possono essere violenti tra maggio e giugno. L’inverno è freddo sugli altipiani di Santa Fe e Flagstaff, a oltre 2.000 metri, dove la neve non è rara, e mite nel deserto. Ad ottobre Albuquerque si riempie di mongolfiere.
La cucina della Route 66 è quella dei diner: hamburger, patatine, milkshake, pancake e torte di mele o di noci pecan servite al bancone. Ma ogni Stato aggiunge i suoi piatti. In Oklahoma è il chicken-fried steak, la bistecca impanata e fritta con la salsa di panna, e il barbecue; in Texas le bistecche giganti di Amarillo e il chili; nel Nuovo Messico il peperoncino verde e rosso di Hatch, che condisce enchiladas, burritos e stufati, con le sopaipillas, le frittelle soffiate con il miele; in Arizona il fry bread e i tacos Navajo. I motel storici servono ancora la colazione americana.
La Route 66 fu istituita nel 1926. Negli anni Trenta fu la via di fuga delle famiglie dell’Oklahoma colpite dalle tempeste di polvere, che Steinbeck raccontò in Furore, chiamandola la strada madre. Nel dopoguerra divenne la strada delle vacanze verso la California, e nel 1946 la canzone di Bobby Troup invitò a prendersi le proprie soddisfazioni sulla Route 66. Le autostrade interstatali la sostituirono tratto dopo tratto, fino alla cancellazione ufficiale del 1985; nel 1987 il barbiere di Seligman Angel Delgadillo fondò la prima associazione per la sua rinascita. Curiosità: fino al 1937 la strada passava per Santa Fe, poi il tracciato fu raddrizzato attraverso Albuquerque.
I nostri consulenti conoscono questi viaggi uno per uno.
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