On the road! Cosa vedere dallo Yellowstone alle montagne rocciose

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Da: Redazione Gen 19, 2024

Natura e storia! Ecco cosa vedere a Yellowstone e nell’America delle Montagne Rocciose

Chi non ricorda l’adorabile orso Yoghi alla famelica ricerca di un cesto di pic-nic da gustare e il Ranger Smith, finto burbero che lo redarguiva? Le loro divertenti avventure erano inserite in un contesto naturale idealizzato con pini, laghetti, foreste e distese erbose a perdita d’occhio, il parco nazionale di Yellowstone!

Prima riserva naturale americana a essere stata nominata parco nazionale, è uno di quei luoghi iconici, nel quale Madre Natura si è davvero sbizzarrita con Geyser impetuosi, sorgenti termali, laghi, canyon e foreste.

Andiamo allora alla scoperta di cosa vedere a Yellowstone fino alle montagne rocciose, seguendo l’itinerario dei nostri self drive che parte da Minneapolis, città americana che rappresenta la perfetta combinazione fra le bellezze naturali del territorio e la mondanità urbana.

Yellowstone: quando andare per godere delle sue bellezze naturali?

Questo parco racchiude un numero infinito di meraviglie naturali e il suo territorio è vastissimo (sconfina in ben 3 stati), quindi è importante pianificare con attenzione la visita, iniziando dalla scelta del periodo migliore per andare.

Sicuramente quello invernale è il più complicato, poiché viste le basse temperature e le condizioni meteo spesso avverse, è necessario fare i conti con diverse limitazioni. Durante la primavera il parco inizia ad aprirsi ai visitatori, anche se la fa da padrone il fango causato dallo scioglimento delle nevi e dalla pioggia. Nelle zone più temperate del parco si passa dai circa -3 di minima e 10 di massima di aprile ai circa 2 gradi di minima e 16 di massima per maggio.

Il periodo migliore per visitare il parco nazionale dello Yellowstone è sicuramente l’estate: tutte le strade sono percorribili, le attrazioni accessibili e le strutture ricettive operano al pieno delle capacità.

Cosa vedere a Yellowstone, il parco Nazionale più antico degli USA

Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 1978, è il nucleo centrale di uno dei più grandi ecosistemi intatti della zona temperata rimasto sulla Terra. L’area è attraversata da diversi corsi d’acqua, il più lungo dei quali è il fiume Yellowstone, da cui il parco prende il nome e che lo attraversa totalmente da sud a nord per poi gettarsi nel lago omonimo e successivamente in un profondo canyon, creando due magnifiche cascate.

Ilparco nazionale di Yellowstone è celebre per i numerosi geyser che sono circa 400 (la più alta densità al mondo); i più grandi emettono getti di vapore a intervalli regolari che arrivano fino a 50 metri. I geyser più famosi si trovano nell’ Upper Geyser Basin, un bacino geotermale dove si trova Old Faithful, il geyser più noto di tutto il parco.

Fra le più calde di Yellowstone c’è Norris Geyser Basin, un’area idrotermale dove i movimenti delle acque e l’attività sismica alterano il paesaggio in maniera visibile, formando uno dei paesaggi più spettacolari al mondo. Meravigliose anche le valli: maestose e verdeggianti, ospitano tantissimi animali, tant’è che è possibile fare un vero e proprio safari tra la fauna nord americana che comprende oltre 60 specie di mammiferi, tra cui il lupo grigio, il baribal, il bisonte americano, l’orso bruno, l’alce, il cervo mulo, il bighorn, il wapiti, la capra delle nevi, il puma, la lontra di fiume nordamericana, l’antilocapra, la celebre aquila di mare dalla testa bianca simbolo degli Stati Uniti d’America e altre specie minacciate come la lince e il famoso orso grizzly, ormai diventato il simbolo di Yellowstone.

Cosa vedere a Yellowstone, nell’area nordoccidentale? Senza dubbio Mammoth Hot Springs, una serie di terrazze pietrificate dai colori e dalle forme particolari che è possibile visitare attraversando delle passerelle in legno.

Il nostro itinerario alla scoperta di Yellowstone e dintorni

Il parco dello Yellowstone è una tappa imperdibile di un viaggio negli Stati Uniti che noi di UTAT viaggi abbiamo inserito all’interno di un itinerario che permette di scoprire l’America delle Montagne Rocciose. Ecco le tappe principali:

  • Minneapolis

Prince sta a Minneapolis come Bruce Springsteen sta al New Jersey: è proprio Minneapolis con il suo territorio, il suo ambiente, la sua cultura e la sua storia che ha dato vita al genio musicale di Purple Rain, ritenuto giustamente simbolo iconico di Minneapolis, o il suo “folletto” come veniva chiamato.

La città offre la possibilità di seguire un percorso di visite a tema Prince che ripercorre i luoghi salienti della sua vita e della sua carriera musicale, a partire dalla sua casa natale, per passare alle sue scuole, ai primi Studios musicali dove registrava, ai luoghi dove è stato girato il suo film Purple Rain,  sino all’apoteosi di  Paisley Park, la sua ultima casa e i suoi faraonici studi di registrazione, un vero e proprio museo-santuario che narra la sua vita e il suo genio musicale, il luogo che meglio trasmette il suo messaggio di legacy creativa e libera, nonché il luogo dove sono conservate le sue ceneri.

Minneapolis è anche la città americana con il maggior numero di laghi: sono ben 200, collegati fra loro da un sistema di 200 miglia di sentieri e percorsi da fare a piedi o in bicicletta, immersi nella natura.

  • Sioux Falls

È una deliziosa cittadina situata sulle rive del fiume Big Sioux, dove la presenza indiano-nativa è ben visibile e dove le famose cascate che attraversano il centro, appunto le Sioux Falls, sono cosi belle da aver dato il nome alla città.

  • Monte Rushmore e Crazy Horse Memorial

Due monumenti scultorei iconici e universalmente conosciuti che rappresentano la storia americana da due punti di vista diversi: quello dell’uomo bianco e quello della popolazione nativa americana. 

Il Monte Rushmore è il complesso scultoreo che si trova sul massiccio montuoso delle Black Hills, formato da enormi blocchi granitici. La montagna deve il suo nome a Charles E. Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull’estrazione mineraria e decise di sovvenzionare la scultura con 5000 dollari, la cifra più alta stanziata allora da un privato per un’opera pubblica.

Su una grande parete di roccia, lo scultore Gutzon Borglum, coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Luigi del Bianco, scolpì i volti di quattro famosi presidenti americani: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, della conservazione e dello sviluppo degli Stati Uniti. La scultura fu iniziata nel 1927 e proseguì, con l’impiego di 400 operai, sino alla morte dello scultore, avvenuta nel 1941. L’opera è alta circa 18 metri ed è un’importante meta turistica, e costituisce il simbolo dei primi 150 anni della storia americana.

Il Crazy Horse Memorial, invece, è la “risposta indiano-nativa” alla “usurpazione” del Monte Rushmore. Si tratta di quella che, una volta completata, sarà la scultura nella roccia più grande del mondo che onorail grande Chief indiano Cavallo Pazzo. (Crazy Horse).

I lavori incominciarono nel 1946 e sono tuttora in corso, nonostante la morte di Ziolkowski nel 1982. Infatti, l’impresa continua, grazie ai suoi figli e ai molti sostenitori e sponsor nel mondo. Oggi, alla base del Crazy Horse Memorial, sorge un interessante museo della cultura nativa che raccoglie cimeli e reperti della vita e delle tradizioni di molte diverse tribù, ed è imminente anche l’apertura di un College con campus.

  • Rapid City

Seconda città più popolosa del South Dakota, è circondata dal versante orientale della catena montuosa delle Black Hills. Facendo una passeggiata un centro è possibile respirare l’atmosfera nativa e autentica di un tempo ed entrare nel grande negozio di articoli di cultura nativa Prairie Edge Trading Company, un emporio che sembra un museo.

  • Cody

Ci spostiamo in Wyoming, pressola città di Buffalo Bill, pseudonimo di William Frederick Cody, attore, cacciatore, soldato pluridecorato ed esploratore americano, a lungo impegnato anche nelle trattative di mediazione fra i bianchi e i nativi.

Da non perdere il Buffalo Bill Historical Center, un gruppo museale che racconta la storia del West americano da un punto di vista non solo storico ma anche e soprattutto sociale.

Doverosa una tappa all’hotel Irma, riconosciuto come landmark storico di Cody, costruito e voluto da Buffalo Bill stesso nel 1902, quando creò la cittadina di Cody e dedicato a sua figlia Irma.  Gli arredi sono in stile western, il menù e il buffet a base di costine di maiale è davvero speciale. Il bancone del bar in ciliegio è originale, ed è un regalo che la regina Vittoria fece e Buffalo Bill quando fece delle rappresentazioni teatrali in suo onore in Inghilterra.

  • Whitefish 

Questa città si trova in Montana, lo stato dei cieli aperti e limpidi che sovrastano territori selvaggi e sconfinati, dove convivono natura, patriottismo, cultura nativa ma anche cultura new age, uno stile vecchio West rivisitato che prevede anche boutique alla moda e raffinati hotels, soprattutto nelle città. La città è stata la scenografia di molti film di successo come “In mezzo scorre il fiume “ di Robert Redford, ma anche “Piccolo Grande Uomo”, “Gli Intoccabili” e la serie con Kevin Costner “Yellowstone”.

Whitefish, che è situata nel cuore delle Rocky Mountains, viene considerata anche la porta di accesso al Glacier National Park: il parco comprende due catene montuose e oltre 130 laghi immersi in un ecosistema che si estende per oltre 4000 kmq, definito “la summa dell’ecosistema continentale”.

  • Billings

In questa città del Mintana è possibile visitare il Little Big Horn Battlefield National Monument che commemora il luogo esatto dove si svolse la famosa e cruenta battaglia tra Stati Uniti, Sioux e Cheyenne, nel 1876, nel corso della quale le tribù Sioux si erano unite per difendere il loro territorio sacro e di caccia delle Black Hills dall’invasione bianca.

Tra i pochi soldati sopravvissuti allo scontro vi sarebbero stati ben sei italiani, tra cui l’unico scampato della colonna di Custer, John Martin (vero nome Giovanni Martini) un giovane emigrato, ex tamburino garibaldino nella campagna in Trentino del 1866 che faceva il trombettiere per Custer.

  • Theodore National Park e Medora 

 Medora è conosciuta soprattutto per il Painted Canyon, situato poco distante dalla cittadina, e all’interno del Parco del North Dakota all’interno del quale si trovano strade panoramiche, catene montuose dalle forme bizzarre e tanti animali allo stato brado. Il Theodore Roosevelt National Park offre vari percorsi panoramici all’interno dell’area protetta che esplorano la parte sud e la parte nord del parco. Da non perdere, in particolare, il Painted canyon, apprezzabile bual suo meglio arrivando nell’omonimo Visitors Center.

  • Fargo

È la più grande città del North Dakota che conserva uno spirito da piccolo borgo, reso famoso dall’omonimo film dei fratelli Cohen del 1996.

Considerata da molti “la città più cool” del Nord America, è immersa in un territorio di fattorie pittoresche e deve il suo nome a William Fargo, direttore della Ferrovia e cofondatore della Wells Fargo Express Company. Dalle sue origini pionieristiche di fine ‘800 con saloon e bordelli e solo 600 anime, la sua crescita ad oggi è stata esponenziale. Tantissime sono le gallerie d’arte ed i musei, a partire dal Plains Art Museum, il più grande del Nord Dakota, ma anche la Rourke Art Gallery, con opere di Mirò e Picasso.

Parti alla volta di Yellowstone e delle montagne rocciose con UTAT viaggi!

E stai già sognando le meraviglie naturali dello Yellowstone e l’atmosfera suggestiva del grande Ovest Americano, regalati la possibilità di vivere grandi emozioni partecipando al nostro tour “Yellowstone & le montagne rocciose”, una vera e propria avventura che toccherà tutte le tappe di cui abbiamo parlato e non solo!

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